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Cosa C’era una volta a… Hollywood secondo Quentin Tarantino

di Veronica Rinaldi

La locandina

Scritto e diretto da Quentin Tarantino C’era una volta a… Hollywood è un film del 1969.

C’era dunque una volta, ad Hollywood, Rick Dalton (Leonardo di Caprio), protagonista di una famosa serie western dal titolo Bounty low e Cliff Booth (Brad Pitt), sua controfigura; nello stesso periodo il regista Roman Polanski e sua moglie, l’attrice Sharon Tate si trasferiscono nel quartiere di Cielo DR, vicino a Rick.

Le loro vite scorrono parallele in una nuova Hollywood in trasformazione che abbandona vecchi linguaggi per arrivare a stilemi più moderni e disincantati, con volti nuovi e storie giovani. Tarantino offre un’immagine della Hollywood degli anni ’60 dai toni caldi e saturi, costruendo un’atmosfera nostalgica, tra Cadillac che scintillano al sole, stivali di pelle con tacco e fumo di sigarette.

In questo momento di trasformazione Rick Dalton teme di essere superato da un sistema che sembra non avere più spazio per lui, mentre l’attrice Sharon Tate, interpretata da Margot Robbie, incarna la vitalità e l’innocenza del nuovo volto di Hollywood.

Tarantino mette in risalto le personalità dei protagonisti, ritratti nelle luci e ombre: il suo intento è quello di differenziare e valorizzare l’individualità di ciascuno per rivelare la loro vera immagine, celata dietro lo schermo. Con una narrazione lenta e descrittiva il regista ci introduce nelle vite quotidiane di Rick, Cliff e Sharon, restituendo un loro ritratto intimo e malinconico. La macchina da presa segue Rick nel camerino dove viene colto in momento di rabbia per non essersi ricordato le battute; accompagna Cliff nella sua modesta roulotte mentre apre una latta di cibo per il cane; segue Sharon che si dirige al cinema, mostrandola sorridere nel vedere apprezzato il suo personaggio.

Il film cambia improvvisamente tono: poco dopo il trasferimento dei Polanski, una figura oscura appare per pochi secondi e di sfuggita: un uomo a bordo di un furgone Volkswagen che si avvicina alla casa di Tate. Una comparsa, che poi si rivelerà essere un personaggio importante nella trama del film.

Nel frattempo, Cliff Booth entra in contatto con una comune hippie dal lato oscuro: i membri si una setta, accogliente una gioventù disillusa: vogliono colpire Hollywood e prendono di mira proprio Rick Dalton e Cliff Booth.

Qual era il loro scopo? Restituire la violenza che i film hollywoodiani hanno da sempre insegnato: «Uccidiamo chi ci ha insegnato ad uccidere».

Ma, come un agente dice a Rick all’inizio del film, ogni storia deve avere il suo scontro finale e alla fine il cattivo deve perdere; esattamente come sul set di Bounty Low e come per ogni buona storia, i ruoli vengono definiti e si distinguono i buoni e i cattivi.

Anche qui Tarantino costruisce un duello tra queste forze opposte.

In C’era una volta a… Hollywood i ruoli sono ormai chiari: Rick e Cliff affrontano i membri della setta in uno scontro finale che si conclude con la morte di questi ultimi e in questo scontro catartico e sanguinario Tarantino compie un gesto di riscrittura storica dal tono nostalgico.

In questa storia i cattivi muoiono e Sharon Tate vive.

Il titolo del film allude alla distanza di una fiaba e alla consapevolezza della fine di un’epoca e, come per il film Bastardi senza Gloria, Tarantino riscrive la storia dandole un epilogo diverso, forse quello che si sarebbe davvero meritata.

Possiamo dare un nome a quell’uomo misterioso entrato in scena solo per pochi secondi.

A Cielo Drive nel 1969 ad Hollywood sono stati uccisi l’attrice Sharon Tate e dei suoi amici per mano di alcuni membri della setta “The Family”,mandati da Charles Manson. Quella figura misteriosa che, poco prima, era arrivata a Cielo DR, era proprio lui, pronto a orchestrare il delitto.

Questa è la storia realmente accaduta.

Ma qui, in questa di storia, in C’era una volta a…Hollywood il regista ha scelto che a morire dovevano essere i carnefici. Perché in fondo, come ogni fiaba che inizia con “c’era una volta”, anche questa pretende che il male venga sconfitto.

Ma questa, purtroppo, è solo una storia.