“IL PRINCIPE D’EGITTO”: IL MUSICAL

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di Fabia Trotta

Riccardo Maccaferri interpreta Mosé
foto di Simone Di Luca

Sicuramente lo spettacolo-evento offerto dal Politeama Rossetti di Trieste dal 14 al 17 maggio 2026 non ha deluso gli amanti del genere che hanno potuto assistere all’anteprima assoluta del Musical Il Principe d’Egitto. A conferma i numerosi applausi a scena aperta che anche nella serata di venerdì 15 hanno accompagnato la prestazione degli oltre cinquanta artisti coinvolti.

Il musical, tratto dall’omonimo film d’animazione della Dream Works, la casa di produzione di Steven Spielberg, è stato prodotto da Broadway Italia Srl, società che nasce come progetto imprenditoriale con l’obiettivo di valorizzare e attuare il Musical, ovverosia una forma d’arte che unisce il Teatro ed il Cinema. Punto di congiunzione, dunque, dove il grande Musical internazionale incontra il made in Italy.

In questo caso, dopo aver debuttato nel West End di Londra nel 2020, il kolossal, come è stato a ragione definito, giunge qui in Italia in una nuova edizione tutta italiana, ancor più spettacolare.

La regia di Federico Bellone, già protagonista di successi italiani quali Il fantasma dell’Opera e Anastasia il Musical, ha ricreato attraverso una scenografia tanto sobria quanto evocativa la solennità dell’evento biblico, fulcro della rappresentazione, rendendolo moderno e fruibile dal grande pubblico.

La trama, ispirata dal libro dell’Esodo, ruota attorno alla figura di un bambino abbandonato sul Nilo e cresciuto nella famiglia reale egizia. Egli diventa così “fratello” dell’erede al trono, mettendo in luce sentimenti di amicizia e passione basati su valori universali. Ma la narrazione affronta anche gli inevitabili conflitti che caratterizzano la storia. In primo luogo la crisi identitaria di Mosè, che, chiamato da Dio a liberare il popolo di Israele dalla schiavitù, scivola in un conflitto col proprio passato egizio, che gli impone una scelta difficilissima. Ma vi è anche il conflitto così umano e ‘moderno’ ad un tempo di Ramses col proprio padre, il Faraone, in cui convergono tutti i vani tentativi del figlio di compiacere il proprio genitore per ottenerne un riconoscimento.

La scenografia, senza indulgere all’esotismo, cui la narrazione dell’evento epico si presterebbe, si avvale invece in modo del tutto originale degli effetti speciali, curati da Paolo Carta, professionista di riferimento del settore, che firma qui un utilizzo inedito di arti sceniche per ricreare le celebri piaghe d’Egitto, ottenendo una sintesi spettacolare di grande impatto visivo.

Ma indubbiamente sono le musiche di Stephen Schwartz, compositore vincitore di tre Premi Oscar a decretare il successo del musical che si configura come un’opera di respiro internazionale, grazie in particolare a brani iconici quali When You Believe, vincitore dell’Oscar per la miglior canzone originale, resa celebre dalle interpretazioni di Whitney Houston e Mariah Carey.

Grazie quindi alle musiche di Stephen Schwartz, al testo di Philip LaZebnik, alla regia di Federico Bellone e non da ultimo alla sapiente abilità coreografica di Marta Melchiorre per la danza, Il Principe d’Egitto-il Musical regala al pubblico un’esperienza che va oltre il semplice intrattenimento offrendo uno spunto di riflessione su temi quanto mai attuali come la libertà, l’identità e il sacrificio, senza tuttavia rinunciare ad innervare anche la solennità biblica di uno humor tutto moderno senza snaturarne il messaggio.

Applausi al Politeama Rossetti Trieste, 15 aprile 2026