GLI ANGELI CADUTI DI ANSELM KIEFER
grandi mostre | Il Ponte rosso n. 102 - aprile 2024 | Patrizia Lazzarin
Firenze ospita, a Pazzo Strozzi, una grande mostra dell’artista tedesco
«Anselm Kiefer ha lavorato a Palazzo Strozzi realizzando un progetto espositivo totalmente nuovo che esalta la forte vitalità della sua arte», dichiara il curatore della mostra
di Patrizia Lazzarin
gommalacca, foglia d’oro, sedimento di elettrolisi, gesso, terracotta e fili di acciaio su tela, cm 380×570, 2023
© Anselm Kiefer
Photo : Georges Poncet
Angeli sconfitti: l’immagine cresce quasi materializzandosi e srotolando contemporaneamente l’idea di fragorosa caduta, lunga, lontana, potente… “Anselm Kiefer – Angeli caduti”, l’esposizione visibile a Palazzo Strozzi, a Firenze fino a 21 luglio 2024 è promossa e organizzata dalla Fondazione di Palazzo Strozzi ed ha la curatela del suo direttore Arturo Galansino. Essa intende incarnare una metafora o ancora meglio, il mito del divino e dell’umano che sembrano sfiorarsi nella loro natura indefinibile e misteriosa.
Kiefer, considerato uno dei maggiori artisti del nostro presente, è nato a Donaueschingen, cittadina della Foresta Nera, l’otto marzo del 1945, due mesi prima della resa incondizionata della Germania. Egli ha vissuto il trauma di una nazione distrutta dai bombardamenti e divisa fra l’affrontare gli orrori e le conseguenze dell’Olocausto oppure scegliere di dimenticare.
Il titolo della rassegna fa riferimento alle tragedie della Storia, ma anche alla condizione umana. Le opere dell’artista tedesco nascono dalla ricerca sui temi della memoria, dell’alchimia, del mito, della mistica, della letteratura e della filosofia. È inoltre la poesia a suggerirgli le immagini cosi come avviene con i versi di Salvatore Quasimodo di Ed è subito sera, che egli ha scelto e che campeggiano nell’ultima stanza della mostra. Poche parole essenziali traducono per chi passa nella sala il sentimento della solitudine, della brevità della felicità e dell’inevitabilità della morte. Ognuno sta solo sul cuor della terra, / trafitto da un raggio di sole, / ed è subito sera.
I fondali dorati delle opere di Kiefer che spesso richiamano i polittici gotici e i dipinti di epoca bizantina, contengono temi e racconti che suggeriscono e stimolano riflessioni. La caduta dell’angelo, l’opera che vediamo all’ingresso, è stata concepita e realizzata per il cortile rinascimentale di Palazzo Strozzi. Alta più di sette metri e larga oltre otto, l’imponente composizione è orizzontalmente divisa in due parti. In quella superiore, il cielo – come negli sfondi dell’arte antica – è realizzato in foglia d’oro, anch’essa tuttavia segnata dal tempo e corrotta in più punti e, reca al centro l’immagine trionfale dell’arcangelo Michele che, con la spada ancora sguainata, ha appena cacciato Lucifero e gli angeli ribelli che vediamo nella parte inferiore, assai meno luminosa e intrisa di una materia che si forma quasi per un processo di condensazione magmatica, dove si mescolano acrilico, gommalacca e tessuti. Essa si costruisce come metafora della lotta tra il Bene e il Male. Un dualismo che contrappone materiale e spirituale e lo stesso uomo e artista nei conflitti che mostrano divisa la sua anima.
Attraverso l’Arte Kiefer cerca una risposta razionale al trascendente. Lo capiamo attraversando le sale dove sono esposte settantacinque delle sue opere che sono accomunate dal tema degli angeli caduti pur spaziando in epoche e culture differenti. Lucifero è il titolo del monumentale dipinto che appare all’ingresso del piano nobile del palazzo. In esso sfonda la tela l’ala di un possente aereo che avvicina lo scontro celeste narrato nell’Apocalisse alla percezione che abbiamo tutti, particolarmente in questo tempo, del rischio di una guerra imminente. Cogliamo Lucifero nella sua caduta verso il basso dove lo attendono gli altri angeli diventati tuniche vuote. Lucifero come Icaro ha oltrepassato il proprio limite. L’angelo ribelle è simile all’uomo che ha voluto sfidare il pericolo. Qui l’aereo che è simbolo di progresso e che ha consentito all’uomo di librarsi in volo, diventa anche strumento di morte capace di annientare.
Hortus philosophorum
(Il giardino dei filosofi)
collage di xilografie su carta con emulsione, acrilico, gommalacca, gesso e
carboncino montato su tela
cm 580×80, 1997-2011
© Anselm Kiefer
Photo : Georges Poncet
Dentro Palazzo Strozzi potremmo scoprire una successione di storie lontane e vicine nel tempo che diventano nostre anche attraverso le emozioni che riceviamo guardandole. Quei grandi fondali oro, nella seconda sala, popolati di girasoli e di serpenti, simboli i secondi di rigenerazione e i primi del legame tra terra e sole, sono anche il teatro dove ebbe luogo la morte violenta del giovane imperatore romano Marco Aurelio Antonino Augusto che cercò di imporre come religione di Stato il culto del dio solare Baal. Il giovane di origine siriaca, soprannominato Eliogabalo e che era solito farsi rivestire il corpo di lamine d’oro, venne assassinato appena diciottenne dai pretoriani nel 222 dopo Cristo. Eliogabalo, simbolo della fragilità del potere, rappresenta per l’artista non un pazzo, ma piuttosto un insorto, che sfida le norme tradizionali attraverso il concetto di monoteismo sessuale, figura ermafrodita che unisce il maschile e il femminile.
Dopo questa opera che si intitola Per Antonin Artaud: Eliogabalo, in ricordo del libro che il drammaturgo e regista francese aveva dedicato all’imperatore romano, il dipinto Sole Invitto, Eliogabalo ci riporta alle feste del trionfo della luce sulle tenebre e ai culti solari della tarda epoca pagana.
Kiefer ha affermato spesso che la pittura è filosofia e tre opere inedite, in una sezione dell’esposizione, sono dedicate a questa disciplina. Tra queste vi sono la Scuola di Atene che riprende nel tema il famoso affresco di Raffaello nella Stanza della Segnatura.
Proseguendo in una delle più grandi sale della mostra, sessanta dipinti di Kiefer riempiono pareti e soffitto mentre la presenza ulteriore di uno specchio, sollecita il visitatore ad immergersi completamente nell’arte stratificata e totalizzante del pittore.
resina, gesso e rami cm 212x152x132
2008-2011
© Anselm Kiefer
Photo : Atelier Anselm Kiefer
Un altro grande tema della rassegna riguarda la mitologia personale e collettiva. Nell’opera Il Reno Kiefer rimanda al fiume della sua infanzia, ma anche a un simbolo della Germania. Il pittore ignoto è invece un memoriale a tutti quegli artisti che sono stati oggetto di censura, repressione o sono stati dimenticati dalla storia.
Nella celebre serie Simboli eroici, quattro fotografie stampate su piombo, vediamo Kiefer che utilizza il gesto nazista per affrontare provocatoriamente la storia recente del popolo tedesco.
Palazzo Strozzi dedica un’attenzione particolare all’accessibilità alla mostra e propone numerose attività che ne fanno emergere i pregi, sia per i visitatori adulti che per i più piccoli. Si organizzano visite guidate per gruppi o per singoli (in questo caso, previa prenotazione, gratuitamente con biglietto della mostra tutti i lunedì alle ore 18.00 e la domenica alle ore 15.00), e cicli speciali di visite guidate con un educatore museale in dialogo con un docente di filosofia dell’Università di Firenze. Essi offriranno una chiave di lettura inedita, idonea a comprendere la complessità dell’opera di Anselm Kiefer. Specifiche attività saranno rivolte agli adolescenti e alle scuole. Completano il quadro di tali iniziative alcuni progetti specifici riservati ai ragazzi autistici (Sfumature), alle persone con Alzheimer (A più voci), disabilità e disagio psichico (Connessioni), visite in LIS – lingua italiana dei segni (Segni e parole) e un percorso di danza dedicato al benessere delle persone con Parkinson (Corpo libero).
Il catalogo della mostra, curato da Arturo Galansino assieme a Ludovica Sebregondi, è edito da Marsilio Arte (192 pagine, 38 euro in mostra).
emulsione, olio, acrilico, gommalacca, foglia d’oro, tessuto, sedimento di elettrolisi
e carboncino su tela
cm 750×840, 2022-2023
© Anselm Kiefer
Photo : Georges Poncet
