MILLELIBRI, CARTA CHE TORNA
Gabriella Ziani | Il Ponte rosso n. 128 - giugno 2026 | Riviste
di Gabriella Ziani

Un giudizio e un punteggio per i dodici libri candidati al premio Strega (che compie 80 anni e si racconta in una mostra al Macro di Roma), un’intervista a Eugenia Dubini che ha fondato e dirige la casa editrice dal misterioso nome NN, i segreti della traduzione letteraria ai tempi dell’intelligenza artificiale (nel parla Ilde Carmignani che traduce i massimi autori di lingua spagnola), la storia e la vita di importanti librerie (a Rovereto, a Barcellona), 167 titoli recensiti con puntiglio e relativo consiglio, un concorso letterario per esordienti che promette al prescelto un congruo contratto editoriale, ma ancora: i raffronti tra libri di culto e loro versione cinematografica, autori classici da riscoprire, i festival, la letteratura per l’infanzia e da viaggio, anticipazioni da opere di prossima pubblicazione, eccetera. Tutto questo, leccornia per lettori ma in fondo per tutti, è nel primo numero di una rivista a suo tempo famosa, e che coraggiosamente rinasce, e rigorosamente solo in carta: è MilleLibri, in origine fondata (nel 1987) e diretta da Alfredo Barberis, e col primo numero uscito a giugno rilanciata in edicola e in libreria dopo tre decenni – stesso titolo, stessa copertina, molte illustrazioni – dalla casa editrice Sprea che pubblica le etichette Clichy, Clichy junior e Terre di mezzo.
Nell’editoriale Alessandro Agnoli, amministratore delegato della casa editrice, afferma: «Ogni anno l’Italia sforna più di 70 mila libri […], una galassia difficile da attraversare senza mappe. In quest’abbondanza, il rischio non è la mancanza di scelta, ma la dispersione, la fatica di distinguere. Capire cosa valga davvero il nostro tempo di lettura, che è sempre più rarefatto». E infatti tra migliaia di titoli, copertine squillanti e variopinte, e autori di mezzo mondo spesso ancora sconosciuti, è sufficiente sbirciare il risvolto di copertina? Talvolta, anche nei più benintenzionati e onnivori, prevalgono una sorta di vertigine e la cautela del dubbio, in special modo per la narrativa, essendo la saggistica decisamente più esplicita.
«Solo carta» dice una avvertenza,«Millelibri è una testata cartacea che parla di libri (cartacei). Perciò non cercateci sul web». Vero, ma anche no: sulla piattaforma Zinio si possono acquistare le singole copie oppure un abbonamento a prezzi scontati. Comunque tornare all’antico è sopraffina rivoluzione, specie in campo librario, dove ancora “carta canta” e non smetterà di farlo. E tra le centinaia di riviste che popolano gli scaffali delle (residue) edicole, questa sarà certamente la sola dedicata all’editoria. In concreto il manipolo di recensori che fa le mille miglia fra cataste di volumi, e dà l’impressione di averli letti o quanto meno capiti e soppesati (da non perdere il tono e il taglio di una violenta stroncatura), “cucina” un prodotto accurato e piacevole in se stesso, ogni libro segnalato è un mondo che si apre, una notizia che arriva (tra l’altro si saluta con entusiasmo la ristampa di Caro Michele di Natalia Ginzburg), mentre gli approfondimenti tematici, come le interviste mirate, colmano il vuoto delle cronache culturali, che nemmeno i blasonati supplementi dei quotidiani riescono a soddisfare, avendo ciascuno – e legittimamente – una propria linea e declinazione.
Quanto al premio Strega, dei finalisti vengono proposti una scheda, il giudizio che ne ha dato il critico-letterato proponente, il voto autonomo dei singoli “giurati” della rivista, un commentino che lo giustifica (e una lista alternativa di titoli che avrebbero ben meritato). Per curiosità: al vertice MilleLibri mette Lo sbilico di Alcide Pierantozzi (Einaudi), mentre lascia all’ottavo Lina e il sasso di Mauro Covacich (La Nave di Teseo): «Libro intimo e controllato, molto letterario; pagine di qualità che però non scaldano fino in fondo».
La rivista uscirà ogni 20 del mese e già annuncia il sommario del prossimo numero, che si dedicherà all’editore di Marcos & Marcos, a Joseph Conrad, alla casa editrice Olschki che compie 140 anni, e – prevedibile ma non censurabile – all’indicazione di 20 libri scelti da sgranocchiare durante l’estate.
