UN MATEMATICO TRIESTINO DIMENTICATO

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Chi fu Vitale Lauri, docente presso la Scuola Reale Superiore, dove ebbe tra gli allievi Guglielmo Oberdan e poi attuario per le Generali

Fu tra i promotori dell’Università Popolare per la diffusione della cultura anche negli strati sociali esclusi dall’accesso agli studi superiori

di Roberto Spazzali

È passato decisamente in sordina il centenario del liceo scientifico “Guglielmo Oberdan” istituito nel 1923 ma che è in perfetta continuità con la Civica scuola reale superiore di lingua italiana, sorta nel 1862 e quindi, per motivi anagrafici è comunque seconda per longevità, dopo l’attuale Istituto nautico. Un selezionato corpo docente ha contraddistinto gli oltre 160 anni di storia e tra costoro, il professor Vitale Laudi (1837-1901) è stato uno di questi e ha contribuito allo sviluppo mondiale della matematica attuariale.

Egli appartiene a quella selezionata schiera di collaboratori inseriti nelle Assicurazioni Generali su diretto impulso di Marco Besso, quando si era resa necessaria una maggiore e più efficace dotazione scientifica nella realizzazione di nuovi strumenti per migliorare le prestazioni del ramo Vita. Vitale Laudi era nato a Trieste nel 1837; dopo gli studi medi in città e universitari a Padova, si laureava con lode in matematica, candidandosi per un posto di assistente all’osservatorio astronomico di Vicenza. Nel febbraio 1861 tornava a Trieste e veniva assunto come collaboratore tecnico presso le Assicurazioni Generali. Uomo di scienza con una predilizione per la ricerca in terreni ancora da esplorare nel campo delle discipline attuariali e statistiche. Nel 1871 accettava la cattedra di matematica presso la Scuola reale superiore di Trieste e tra i suoi allievi c’era pure un giovane Guglielmo Oberdan, spronato e sostenuto negli studi matematici dal suo professore; studi a cui dimostrava sensibile predilezione e particolare inclinazione, poi le scelte politiche lo porteranno altrove. Se l’Oberdan avesse poi seguito il maestro che gli aveva pure procurata una borsa di studio per poter frequentare gli ambienti accademici romani, probabilmente oggi sarebbe menzionato per tutt’altri meriti.

Dopo sette anni di insegnamento, Vitale Laudi passava definitivamente alla Compagnia dedicandosi interamente al ramo Vita, secondo quanto Marco Besso gli aveva chiesto di svolgere. Egli era uomo di grandi capacità intuitive e pratiche: già prima di prendere in mano il delicato ufficio aveva stilato nell’ottobre 1876 un articolato regolamento a stabilire i rapporti al suo interno e per l’organizzazione degli affari correnti. Un regolamento reso ormai necessario dall’articolazione interna delle Assicurazioni Generali con la separazione del ramo Vita dagli altri rami assicurativi.

Gino Parin (Pollack Federico Gino)
Ritratto di Vitale Laudi
Coll. Assicurazioni Generali
Trieste.

Però nella sua attività scientifica risultò fondamentale la collaborazione con Wilhelm Lazarus, nato ad Amburgo nel 1825, segretario tecnico dell’agenzia delle Assicurazioni Generali in Vienna, assegnata formalmente a uno zio di costui ma affidata alla J. L. Meyer & Comp., fino al raggiungimento della maggiore età del giovane Lazarus. Successivamente, con ampia fiducia della Compagnia, otteneva nel 1845 la direzione dell’agenzia nella sua città natale, la maggiore in territorio tedesco, le cui competenze furono successivamente estese fino ad Hannover. Nel 1851 Wilhelm Lazarus è a Londra come delegato al Congresso degli assicuratori e quindi iscritto al prestigioso Institute of Actuaries che annoverava pure Marco Besso: lì veniva a contatto con i migliori studiosi delle scienze attuariali, proprio dove si erano date forma moderna nel corso del XVIII secolo. Quella disciplina aveva ottenuto un primo riconoscimento nel 1848 con il citato Institute of Actuaries, e ben prima che si diffondesse nel resto d’Europa lo statuto del 1867 della Scuola superiore di commercio fondata da Pasquale de Revoltella lo aveva già inserito nel suo piano di studi di matematica finanziaria e attuariale. Le scienze assicurative avevano conosciuto uno sviluppo esponenziale con l’apertura delle compagnie alle polizze Vita, le cui caratteristiche erano, per evidenti motivi, ben diverse dalle coperture assicurative contro la grandine e gli incendi e sulle quali esisteva letteratura già consolidata. Così nel 1860, Wilhelm Lazarus con il saggio Sulla mortalità come funzione dell’età esaminava la teoria di Benjamin Gompertz (1779-1825) sulla crescita della popolazione in relazione alle risorse ambientali e le determinazioni di William Makeham (1826-1891) che avevano dato vita alla legge analitica di sopravvivenza sulla quale si erano fondati i calcoli per le polizze vita. Lazarus aveva analizzati in termini matematici i dati forniti da ventitré compagnie assicurative tedesche compilando nel 1868 una tavola di mortalità. Fino a quel momento la Compagnia utilizzava per il calcolo delle polizze le tavole di Emmanuel Étienne Duvillard de Durand e di Antoine Deparcieux, ma dal 1877 la direzione decise una loro revisione affidando, appunto, a Laudi e Lazarus il complesso compito di adeguare lo strumento alle mutate condizioni demografiche. Lazarus, dal canto suo, aveva già avviato quel tipo di ricerca per conto del tedesco Hochschule für Lebensversicherungswissenschaft (Collegio per la scienza dell’assicurazione sulla vita) affrontando alcuni aspetti metodologici per evitare il doppio computo di soggetti assicurati con più di una compagnia e comprendendo però nei coefficienti di calcolo ulteriori fattori quali il sesso, lo stato di salute, le condizioni climatiche, la situazione economica e sociale, la posizione lavorativa del campione. Nei suoi calcoli, risultava determinante distinguere le aspettative di vita maschili da quelle femminili e poi le differenti condizioni di esistenza, di salute fisica e di salubrità ambientale, prendendo in esame alcune regioni europee, Baviera, Wüttemberg, Baden, Hessen, Olanda e Svizzera, così da stabilire una categoria di cosiddetta “mortalità tedesca”, cioè una vasta area in cui i dati statistici potevano essere considerati largamente omogenei.

Inoltre, i due matematici utilizzarono i dati relativi a diciassette compagnie assicurative inglesi relativi a un periodo di venticinque anni e su un campione di oltre quarantamila polizze, quindi una platea estesa di casi, ben superiori a quelli disponibili negli stessi archivi della Compagnia. I dati raccolti furono ulteriormente corretti seguendo le indicazioni di George Friedrich Knapp, Über die Ermittlung der Sterblichkeit aus den Aufzeichnungen der Bevölkerungs-Statistik (Lipsia 1868), padre della teoria monetaria, e furono posti alla base della formulazione della Tavola “Laudi-Lazarus”, nota pure come Tavola L-L. Grazie all’innovativo strumento le Assicurazioni Generali erano in grado di computare tanto le tariffe in caso di morte che in caso di vita e in questo caso l’età di calcolo era ottenuta per mezzo di una precisa riduzione dell’età anagrafica.

La Tavola L-L è stata utilizzata fino al 1908, quando sostituita dalla Tavola Rentiers e il sistema di calcolo di rendita era stato sottoposto alla valutazione di Julius Graf che l’adeguò ulteriormente all’aspettative di vita del genere femminile, riducendo di cinque anni l’età di calcolo rispetto l’età anagrafica.

Nel frattempo, dal gennaio 1895 Vitale Laudi era stato nominato Segretario generale sostituto della Compagnia al posto di Edmondo Richetti chiamato al delicato incarico di Segretario generale, mantenendo quell’ufficio fino al 1901, anno della sua morte, alla soglia dei quarant’anni di servizio. Nel frattempo Wilhelm Lazarus era scomparso nel 1890, lasciando grande rimpianto nella Compagnia e nel mondo delle scienze attuariali e statistiche.

Vitale Laudi si era dimostrato pure sensibile all’impegno pubblico e certamente si sentiva vicino alle istanze patriottiche del partito liberalnazionale che a Trieste era l’anima e la mente dell’italianità. Infatti, nel 1899 era tra i componenti del comitato promotore l’Università Popolare per la diffusione della cultura anche negli strati sociali che non avevano possibilità di accesso agli studi superiori. La Compagnia, alla sua scomparsa, manifestò un sincero cordoglio e la direzione, su impulso di Marco Besso, decise collocare il suo ritratto nella sala maggiore dell’ufficio centrale, disponendo pure la costituzione di una fondazione a suo nome, con capitale iniziale di cinquemila corone, alla rendita del 4 %, i cui frutti avrebbero alimentato una borsa di studio per uno studente povero della Civica scuola reale superiore, distinto nelle discipline matematiche «senza riguardo a sudditanza, religione e nazionalità.» Nel 1906, infine, la Compagnia pubblicava il volume Il funzionamento matematico delle Assicurazioni Generali in Trieste(Tipografia del Lloyd) per raccogliere, e così onorare, gli otto lustri di studi scientifici nel campo attuariale a compendio della famosa Tavola L-L.

Una città poco generosa con coloro che si espressero nei campi scientifici potrebbe pure dedicare un qualche angolo urbano a Vitale Laudi e ad altri che hanno onorato Trieste con lo studio, la ricerca e l’intraprendenza.

Sede delle Assicurazioni Generali
Trieste

Bibliografia:

G. STEFANI, Il centenario delle Assicurazioni Generali, 1831-1931 Trieste, Editrice la Compagnia, Istituto geografico De Agostini, Novara 1931, p. 188.

Archivio Storico Assicurazioni Generali (ASAG) Trieste, Direzione Centrale, Servizio del personale, posizioni personali, f. Vitale Laudi.

R. ROSASCO, Vitale Laudi e Wilhelm Lazarus innovatori della matematica attuariale alle Generali e autori della “ tavola L-L”,«Il Bollettino» rivista del Gruppo Generali dal 1893, serie 12, 1, aprile 2014 (Trieste), p. 57.

L. DABONI, La scuola triestina di attuari, «Il Bollettino» rivista della Assicurazioni Generali, 104, 12, ottobre 1996 (Trieste), p. 51.

M. LOSTUZZI, P. MAROCCO, Tavole di mortalità di archivio delle Assicurazioni Generali, «Bollettino delle Assicurazioni Generali», 7, luglio 1990 (Trieste), p. 45.