UNA SUITE AL PLAZA IN SCENA AL BOBBIO

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Neil Simon è stato un drammaturgo e sceneggiatore americano di straordinario successo, a livello planetario, noto non solo per le sue commedie, spesso replicate per centinaia o migliaia di volte nei teatri di Broadway e poi tradotte e ripresentate in tutto il mondo, ma anche per le trasposizioni cinematografiche che da esse sono derivate, con altrettanti successi e innumerevoli volte riproposti in televisione. Così è stato per Barefoot in the Park (A piedi nudi nel parco, 1963), commedia interpretata nel 1967 per il cinema da Robert Redford e Jane Fonda, o per The Odd Couple (La strana coppia, 1965) , da cui il film del 1968 con Walter Mattau e Jack Lemmon, ma prima, messa in scena nel 1966 da Garinei e Giovannini, con Walter Chiari e Renato Rascel. O ancora Plaza Suite (Appartamento al Plaza, 1968), divenuto anch’esso un filma interpretato una volta di più da Walter Mattau al fianco di Lee Grant.

Neil Simon

Di quest’ultima commedia di Neil Simon, tradotta in italiano da  Maria Teresa Petruzzi, Il Teatro La Contrada ha proposto una nuova messa in scena, in collaborazione con Skyline Productions, per la regia di Ennio Coltorti, affidata alla spumeggiante interpretazione di Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio, che per l’occasione sono tornati a calcare il palcoscenico del Teatro Orazio Bobbio di Trieste dal 23 al 26 novembre.

Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio

La commedia si compone in effetti di tre atti unici, nel primo dei quali una coppia di coniugi di mezza età, i Nasch, si danno convegno nel lussuoso Hotel Plaza, affacciato su Central Park di Manhattan per iniziativa della moglie Karen, nell’occasione dell’anniversario di matrimonio che ritiene debba essere celebrata nella medesima suite che aveva visto la loro prima notte di nozze. In effetti, come le fa notare il marito, è sbagliata sia la data del matrimonio sia l’albergo che non corrisponde a quello dove gli sposi trascorsero la loro lontana prima notte. Da questo primo equivoco, il fitto dialogo tra i due rivela l’apparente sostanziale fallimento di un’unione che sembra infrangersi con disincanta leggerezza tra il rifiuto di lui di prendere atto di un’età ormai troppo avanzata e le inadeguatezze di lei, peraltro consapevole dei meschini tradimenti del marito, che alla fine non rinuncia ad accorrere a un convegno con la segretaria che dovrebbe, nelle sue intenzioni, arginare il senile decadere delle sue velleità erotiche. L’epilogo rimane indeterminato, oscillante tra la presa d’atto di un matrimonio fallito e l’accettazione di uno stato del rapporto certo non esaltante. ma illuminato sia pur tenuamente da una consuetudine indulgente e a suo modo affettuosa.

La seconda storia ambientata nel medesimo appartamento vede un famoso produttore cinematografico, che ha dato convegno a una compagna degli anni giovanili con la trasparente determinazione di trascorre son lei un non impegnativo incontro per colmare un intervallo nei suoi impegni. All’arrivo della donna, accolta dal produttore hollywoodiano in pigiama, la determinazione di lui di portarla nella stanza da letto si scontra con la determinazione non proprio saldissima di lei di resistergli, narrando di un suo matrimonio felice, di tre figli, di una condizione piccolo borghese presentata come appagante, ma la sua indisponibilità vien meno quando, come per caso, egli fa riferimento ai suoi interlocutori abituali della Mecca del cinema, e sarà proprio la citazione di incontri con Woody Allen, con Robert De Niro, con Brad Pitt a far cadere quasi di colpo le flebili resistenze della donna, che si vede proiettata nei favolosi ambienti del più celebre quartiere di Los Angeles.

Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio

Nell’ultimo episodio la giovane figlia di una coppia si chiude nel bagno della suite , rifiutandosi di recarsi alcuni piani più sotto, dove in un salone tutto è pronto per le sue nozze. A nulla valgono i tentativi dei genitori di far recedere la nubenda dalla sua volontaria reclusione, ma l’ansia e l’irritazione di padre e madre che vedono naufragare miseramente il costoso ricevimento nella salone affittato per l’occasione per la determinazione della ragazza che sarà rotta soltanto dall’intervento del promesso sposo cui sarà sufficiente una sola battuta – «datti una smossa!»  – per convincerla finalmente ad uscire.

Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio hanno saputo intrattenere il pubblico seguendo, con intelligente prestazione attoriale, l’ironica graffiante rappresentazione delle vicende delle tre coppie incapsulate nel lussuoso ambiente – a proposito: felice l’allestimento scenico di  Andrea Bianchi – sul testo di Neil Simon, che una volta di più si qualifica con questa commedia come protagonista della commedia americana, che dalla metà del secolo scorso continua a divertire il pubblico di ogni Paese in cui i suoi testi vengono rappresentati.