IN CERCA DI ZENO PER LE VIE DI TRIESTE di Marina Blagojević
Il Ponte rosso | Italo Svevo | Marina Blagojevic | n. 117 | settembre 2025 | Teatro Rossetti | Zeno
Una passeggiata narra-performativa.
di Marina Blagojević
Trieste, città in cui varie letterature hanno vissuto loro momenti importanti, ha nuovamente offerto le sue vie come palcoscenico naturale per un’iniziativa che, sull’onda del centenario della sua prima
pubblicazione nel 1923, ha saputo proporre in modo fresco e stimolante La coscienza di Zeno di Italo Svevo. Dopo il successo della sua prima edizione nel 2023, la fortunata «passeggiata narra-performativa» intitolata In cerca di Zeno per le strade di Trieste ha visto una seconda, apprezzata riproposta nel corso del 2024, confermando il vivo interesse del pubblico per questo dinamico modo di esplorare il capolavoro sveviano. L’itinerario in sei tappe, snodatosi nel cuore della città, ha saputo rievocare anche quest’anno, con suggestiva efficacia, alcune delle pagine più emblematiche dell’opera di Svevo. Il viaggio letterario ha preso avvio dal foyer del Teatro Verdi, trasformatosi per l’occasione nel salotto di Villa Veneziani. Qui, la scena si è animata facendo rivivere l’incontro formativo tra il giovane e già affermato James Joyce e un Italo Svevo reduce dall’insuccesso delle sue prime pubblicazioni.
La passeggiata ha poi condotto il pubblico attraverso la Galleria del Tergesteo, un altro luogo intriso di echi letterari. Qui, la narrazione ha ripercorso l’incontro di Zeno con il futuro suocero Giovanni Malfenti figura determinante nel suo ingresso nella vita borghese triestina. Non è mancata la rievocazione della celebre e a tratti comica proposta di matrimonio di Zeno, quel singolare balletto di indecisioni tra Ada, Alberta e la meno desiderata Augusta. Successivamente, gli spazi verdi del Teatro Romano hanno fatto da sfondo al racconto del complicato rapporto tra Zeno e il cognato Guido, culminando con la scena del funerale di quest’ultimo. La penultima tappa è stata la casa dell’amante di Zeno, Carla, dove assistiamo alla fine della relazione tra i due. La scena di chiusura, particolarmente suggestiva, ha offerto un ipotetico dialogo tra l’autore Italo Svevo e il suo personaggio Zeno Cosini.
I dialoghi si sono rivelati particolarmente divertenti ed efficaci, e gli interpreti hanno sapientemente
coinvolto il pubblico, che ha risposto con entusiasmo e risate. Ad ogni tappa raggiunta, gli attori erano già pronti sul luogo, calati perfettamente nella parte, un elemento che ha contribuito a rendere l’esperienza ancora più immersiva. A tessere le fila di questo percorso sono stati gli attori del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – Ester Galazzi, Riccardo Maranzana e Francesco Godina – , i quali hanno sapientemente interpretato le scene, con la puntuale narrazione del gruppo di ricerca del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, composto da Elisa Mariuz, Federica Rufolo e Alessandro Valenti, coordinati da Laura Pelaschiar e da Paolo Quazzolo, docenti dell’Università di Trieste.
Le rappresentazioni, che si sono susseguite nei giorni 2, 3, 4 e 10 maggio, hanno registrato un’apprezzabile affluenza di pubblico. Anche le repliche mattutine dedicate alle scuole hanno riscosso molto interesse. L’iniziativa si è confermata un’occasione preziosa per addentrarsi nella trama del romanzo e nei luoghi che le fanno da sfondo, guidati da ottimi interpreti che hanno saputo far rivivere la Trieste di Zeno Cosini con creatività e nel rispetto dell’opera letteraria.
