LA VIGNA DI NOÉ A CASTIONS DI ZOPPOLA
Il Ponte rosso n. 122 - gennaio 2026 | Melania Lunazzi | mostre in regione
di Melania Lunazzi
acquaforte, 1988, coll. privata
Fino al 1° marzo 2026 è allestita alla Galleria Civica d’Arte Celso e Giovanni Costantini di Castions di Zoppola la mostra La vigna di Noé. L’uva e il vino nell’arte friulana.
Il progetto, il terzo in ordine di tempo realizzato in questa sede con l’organizzazione del Comune di Zoppola – preceduto da quelli dedicati a Tullio Silvestri (Tullio Silvestri tra arte e letteratura, 2023) e alla condizione della donna artista in Friuli Venezia Giulia (Irene e le altre, 2024-2025) – con l’intento di valorizzare la galleria e di creare qui un punto di riferimento per la cultura artistica regionale, è a cura di Stefano Aloisi e collaziona una sessantina di opere di autori prevalentemente friulani. Il tema portante ha un punto di riferimento iconografico fermo e pregnante nella xilografia del 1618 di Cesare Ripa che raffigura il Friuli come una nobildonna posata su una vigna, segno tangibile di una stretta identificazione di questa terra con il suo prodotto. E da qui nasce l’approfondimento che in mostra viene trattato soprattutto attraverso dipinti, databili proprio a partire dal Seicento, fino ai giorni nostri.
Lo svolgimento è poi affrontato attraverso l’individuazione di quattro temi portanti: il tema del mito di Bacco e dei baccanali; le allegorie sacre, tra Antico e Nuovo Testamento; il rapporto moderno con l’uva, dalla viticoltura alla lavorazione e il tema delle osterie e dei bevitori; chiude la mostra il trattamento del soggetto nelle arti applicate.
Tra gli autori antichi ci sono opere di Pietro della Vecchia, Nicola Grassi, Giovanni Segala, Tullio Silvestri, presente con alcuni inediti, e Armando Spadini. Accanto a questi si trova esposta una nutrita serie di opere dei maggiori artisti friulani del Novecento come Bruno Barborini, Carlo Ciussi, Augusto Culòs, Federico De Rocco, Luigi Diamante, Duilio Jus, Stefano Jus, Fred Pittino, Marcello Mascherini, Mario Moretti, Loris Pasquali, Tullio Silvestri, Angelo Toppazzini, Renzo Tubaro, Enrico Ursella, Angelo Variola, Luigi Zuccheri.
Tra le stampe esposte, accanto alla già citata immagine del Friuli tratta dall’Iconologia del Ripa, che apre la mostra, sono presenti anche opere di Giacomo Leonardis, Phillip Andreas Kilian (da Nicola Grassi), Giovanni Volpato e Giuseppe Zigaina. È presente inoltre, nella sezione arti applicate, anche una rara collezione di contenitori e altri lavori d’arte legati al vino: i Boccali di Pablo Picasso e Fred Pittino, i Vasi di Giorgio De Chirico e Giorgio Celiberti, le Bottiglie d’artista di Roy Lichtenstein, le Etichette di Harry Bertoia e della serie del Vino della Pace, gli Ex Libris di Virgilio Tramontin e Tranquillo Marangoni, tutti provenienti da collezione privata friulana.
Arricchisce l’esposizione un catalogo curato dallo stesso Aloisi, che ricostruisce in un saggio il tessuto di opere che trattano l’argomento vino e uva sul territorio friulano, includendo cicli decorativi e affreschi esistenti o scomparsi. Accanto a questo testo Pietro Alberto Lucchetti, analizza in un approfondimento il rapporto tra il Friuli e il vino, mentre Stefania Miotto affronta il tema delle etichette del Vino della Pace.
San Vito al Tagliamento (PN), Palazzo Tullio Altan, Coll. della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia
