CHE SUCCEDE QUI VICINO?
età evolutiva | Il Ponte rosso N.° 113 - marzo 2025 | Martina Clerici
Arride un crescente successo internazionale alla storia ideata da Ida Mlakar Črnič e illustrata da Peter Škerl
di Martina Clerici

traduzione di Martina Clerici
illustrazioni di Peter Škerl
Storie Cucite, Milano 2024
pp. 26, euro 16,0
L’albo illustrato Qui vicino, tanto semplice quanto di notevole impatto, aiuta a spiegare ai bambini che non tutti i bambini sono ugualmente fortunati. Non tutti i bambini del mondo vivono in circostanze favorevoli. Sul pianeta, e spesso anche più vicino a noi di quanto si possa immaginare, esistono bambini che non hanno una loro cameretta né tanti bei giochi, bambini che magari indossano vestiti scartati da altri, bambini anonimi e invisibili non certo per loro volontà o demerito… Qui vicino cerca di far capire che nessuno ha il diritto di vantarsi dei propri privilegi e che non è giusto giudicare gli altri dalle apparenze o incolpare il prossimo di una situazione in cui si è trovato suo malgrado, senza averne nessuna colpa. Anche i bambini meno fortunati, infatti, provano sentimenti, desiderano avere degli amici cui confidare i propri segreti, amici con cui giocare e ridere spensierati, eppure vengono ignorati, quando addirittura non scelgono loro stessi di rimanere sullo sfondo per non essere notati, tanto grande è la paura di mettere in mostra la propria indigenza, la solitudine, i vestiti logori. Già, perché non essere notato alle volte fa meno male che essere deriso e umiliato.
La storia racconta di una bambina praticamente invisibile agli occhi di chi la circonda che piano piano scompare davvero, lasciandosi dietro solo qualche disegno che ne rivela il cuore di bambina, un cuore che la rende simile in tutto e per tutto a coloro che l’hanno respinta ed emarginata. Il racconto si sviluppa nell’arco di un anno, precisamente in dodici tappe, ciascuna corrispondente a un mese.

Conosciamo subito la vera protagonista: una bambina con un nome non degno di essere ricordato si ritrova nel regno dell’infanzia spensierata di due coetanee. Sono loro, le due principesse con pedigree, a raccontare la loro compagna di classe dall’alto della loro posizione privilegiata e a descriverne la vita secondo criteri spietati che la relegano ai margini e le rendono difficile una via d’emancipazione. Scuote nel profondo pensare che le due principesse non sono che il riflesso dell’indifferenza e dell’ipocrisia propria degli adulti del loro ambiente. Non dimentichiamo: i bambini sono il nostro specchio.
Mano a mano scopriamo tutto ciò che le due principesse hanno imparato a dare per scontato, ma che la bambina non possiede: la bellezza, la ricchezza, una casa, degli amici, un nome, una voce, una storia… Lapidario è il giudizio che danno del caseggiato in cui vive: la sua casa è troppo vecchia, stretta e sporca per i loro standard.
È un percorso doloroso, che descrive con semplicità disarmante la sparizione di una creatura che avrebbe il diritto di esistere e di affermare la propria esistenza, ma che purtroppo si vede respingere per ragioni a dir poco frivole. Pur descrivendo una cruda realtà senza far sconti di sorta, questa storia è piena di speranza e lancia un messaggio potente attraverso parole semplici che arrivano dritte al cuore. La chiave sta proprio nella semplicità del testo che fa cadere ogni morale o patetismo. E ci mostra quanto sia facile accogliere pregiudizi e visioni stereotipate (dello Straniero, dell’Altro, del Diverso) che ci inducono erroneamente a emarginare un nostro simile che invece potrebbe esserci amico. In questo senso il testo di Ida Mlakar Černič e le illustrazioni di Peter Škerl si fondono a formare una potente dichiarazione contro la xenofobia e la discriminazione.
Dopo uno spoglio inanellamento di fatti che evidenziano la diversità della bambina contribuendo a fare un ritratto della sua vita solitaria, settembre annuncia la svolta definitiva: la bambina senza nome finisce con lo scomparire davvero. Paradossalmente solo la sua assenza suscita una certa curiosità nei suoi confronti e insieme il rimpianto di non averla conosciuta meglio. Le certezze iniziali, dettate dai pregiudizi, alla fine vengono messe in dubbio da alcuni disegni ritrovati che le danno un nome (Azra) e un’anima piena di desideri e sogni che niente hanno di diverso rispetto a quelle degli altri bambini. Si scopre così il suo tesoro di umanità. Fortunatamente anche le due principesse si avvedono del loro errore e si ravvedono: «Sai che ti dico?! Io non voglio più essere una principessa. E tu? Qui viveva una bambina. Era proprio come me e te». Sono così abbattuti naturalmente gli stereotipi inculcati, le false rappresentazioni e le immagini distorte che dagli adulti vengono inavvertitamente trasmesse ai bambini.
Le illustrazioni accompagnano il testo e lo completano aprendo insieme nuovi interrogativi. Colpiscono i risguardi, dove si manifesta un graffito che ritrae una famiglia felice, ben diversa da quella raccontata dal testo. Vi compare anche la figura paterna: dov’è il padre della bambina, cosa gli è successo? C’entra forse con il fatto che si sono trasferiti o con il fatto che devono andare via di nuovo? Le illustrazioni, inoltre, non si limitano a descriverci le ambientazioni esterne, bensì alludono o riflettono il mondo interiore della bambina che nella storia non ha nessuna voce (a parlare di lei sono sempre gli altri) e gliene danno una. Per esempio, in luglio la vediamo sbirciare nell’aula scolastica vuota e possiamo indovinarne i sentimenti. Oppure in agosto, prima di salire sulla corriera azzurra che la porterà via di nuovo chissà dove, si guarda indietro, forse per dare un’ultima occhiata a quello che si lascia alle spalle o forse nella speranza di scorgere qualcuno che la viene a salutare…
Ne risulta una toccante riflessione critica sulla vulnerabilità, sulla fragilità degli emarginati da una società che insegue miti inventati e dimentica i valori umani. Qui vicino è un albo illustrato che affronta con delicatezza un tema molto problematico e offre uno spunto per una riflessione silenziosa o per un dibattito a più voci. È un libro prezioso che può assumere un grande significato sia per i bambini che per gli adulti: passerà inosservato come la bambina di cui racconta?
Nessuno sa quanti di questi bambini invisibili e inascoltati ci siano nelle nostre vicinanze, non necessariamente rifugiati o migranti. E intanto ci sgoliamo a lanciare proclami a favore e in difesa dell’infanzia perché, diciamo, i bambini sono tutti uguali. Invece non è proprio così, a quanto pare non tutti i bambini sono uguali, ma possiamo lavorare in modo che lo siano in un futuro si spera non troppo lontano, anche con l’aiuto di questo libro, proponendolo a chi quel futuro dovrà costruirlo, a chi ha quel futuro nelle proprie mani, a chi sarà quel futuro.

Qui vicino in traduzione greca ha vinto recentemente il primo premio assoluto “Lista d’oro” come miglior libro per l’infanzia tradotto nella fascia 8-11 anni. Il premio è uno dei più prestigiosi che si attribuiscono in Grecia alla letteratura per bambini e ragazzi, organizzato da Elniplex.com, un portale dedicato alla promozione della lettura di libri per l’età evolutiva. Finora l’albo è stato pubblicato nelle rispettive traduzioni in Italia, Germania, Croazia, Lettonia, Macedonia del Nord, Turchia in ambito europeo, ma anche nel Regno Unito, Brasile, Pakistan e Mongolia.
