E SE CI FOSSIMO NOI AL POSTO LORO?
Fumetti | Il Ponte rosso n. 112 - febbraio 2025 | Stefano Crisafulli
di Stefano Crisafulli

Al posto loro. Nelle loro pelli, penne, pinne
prefazione di Luciano Ligabue
Edizioni Becco Giallo, Padova 2024
pp. 200, euro 21,00
Come si sente un toro che sta per essere infilzato da un torero, o un pollo in un allevamento intensivo, o una balena che se ne sta per i fatti suoi nel grande mare e si ritrova arpionata da qualche baleniera giapponese? E se al posto loro ci fossimo noi esseri umani, così protervi e prepotenti con gli animali da sterminare intere specie (come il dodo), o da ucciderli per il nostro mero divertimento? Proprio per rispondere a queste domande Stefano Disegni, disegnatore satirico, scrittore, autore TV e musicista (in quest’ordine, anche se la musica, per sua stessa ammissione, avrebbe potuto essere in pole position) ha appena pubblicato un libro dal titolo: Al posto loro. Nelle loro pelli, penne, pinne, con la prefazione di Luciano Ligabue (edizioni Becco Giallo, 2024) e, durante il tour promozionale, è passato alla libreria Lovat di Trieste, venerdì 31 gennaio. Attuale collaboratore del Fatto quotidiano, i cui lettori aspettano sempre con una notevole curiosità il suo paginone satirico domenicale, e della rivista Ciak, sulla quale ha pubblicato delle recensioni cinematografiche al vetriolo, spesso molto precise e circostanziate, Stefano Disegni è stato anche direttore, nel 1998, di Cuore, giornale che, dopo la sua chiusura, ha lasciato un vero e proprio vuoto nello scarno panorama della stampa satirica italiana.

Trieste, Libreria Lovat 31 gennaio 2025
foto di Franco Naglein
Alla Lovat Disegni ha risposto alle domande sul suo nuovo lavoro predisposte da Gabriele Biancardi, speaker di Radio Dolomiti, per poi scambiare qualche battuta col pubblico. Ha, così, raccontato come l’idea del capovolgimento ironico dei ruoli tra essere umano e animali sia alla base degli otto capitoli del libro di strisce satiriche, assieme ad un’esperienza personale che riguardava un gallo a cui si era affezionato e che i genitori gli hanno poi messo sul piatto. La stagione, ad esempio, vede i cervi con fucili e carabine cacciare gli esseri umani, perché, come ha spiegato l’autore, «non si capisce la necessità di andare oggi a caccia quando il cibo si può trovare al supermarket»; A las cinco de la tarde è un grido di indignazione contro le corride, ancora oggi praticate in Spagna e in pochi altri paesi solo per fini turistici e tutt’altro che romantiche sfide tra torero e toro, visto che quest’ultimo viene drogato e percosso prima di entrare nell’arena; Batteria è una lucida descrizione dell’orrore degli allevamenti intensivi e, allo stesso tempo, un’invettiva contro queste fabbriche di «sofferenza, sfruttamento e uccisione» degli animali, mentre in The end un esilarante dodo in versione Alberto Angela spiega l’estinzione degli esseri umani. Una nota a parte va alla striscia dedicata ai combattimenti tra cani, pratica illegale e barbara che a suon di torture (si usano fruste, bastoni, collari chiodati o elettrici, ma anche la mancanza di cibo per aumentare l’aggressività) e per il patologico divertimento di giocatori d’azzardo, mette l’uno contro l’altro membri della stessa specie sino a che uno dei due non viene ucciso. Insomma, Stefano Disegni mostra cosa proveremmo noi al posto loro e lo fa anche per permettere alle generazioni più giovani, che magari leggeranno il libro, di cambiare atteggiamento verso gli animali, provando quell’empatia sinora poco praticata dal genere umano: in fondo siamo tutti abitanti dello stesso pianeta, che naviga tra tanti altri nelle profondità dell’universo, e dovremmo avere rispetto dei nostri compagni di viaggio e della natura in generale. Non fosse almeno per evitare la nostra, di estinzione.
