ANDRONA CAMPO MARZIO di Niccolò Guatto

| | | |

Tra industria e lotta studentesca

di Niccolò Guatto

 

 

L’arrivo alla sede universitaria di Androna Campo Marzio è spiazzante: nessun riferimento a complessi studenteschi, pochi ragazzi e soprattutto manca quel colpo d’occhio sul mare di Trieste che accoglie chi arriva alla sede centrale in Piazzale Europa.

Il primo impatto è di carattere ottocentesco, un vero e proprio complesso archeologico industriale. Proprio in questo luogo sorgeva infatti l’originario stabilimento meccanico dell’Arsenale Marittimo del Lloyd Austriaco. Fondata nel 1836 come sezione marittima di una compagnia di assicurazioni navali, la Società di Navigazione del Lloyd si affermò rapidamente come il cuore pulsante delle sue attività. Di fatto, ad Androna Campo Marzio, nacque la prima area industriale di Trieste.

Lo studente, procedendo verso la sua destinazione, si sentirà così catapultato in una Liverpool di inizio Ottocento.

La ‘triestinità’ del posto è ben radicata, operai che urlano in dialetto, macchine parcheggiate al di fuori di ogni rigor di logica e il cartello di un’officina con scritto RIVO ALLE NOVE. Un timido segnale della presenza studentesca è dato dalle mura ricoperte di graffiti, marchi indelebili di lotte politiche che si protrarranno fino ai bagni della sede. Lo studente, dunque, dopo un primo spaesamento, verrà trasportato da scritte come EUROPA UNITA, EUROPA PROLETARIA – subito vandalizzata dagli oppositori –, verso un mondo nuovo, quello universitario, uno spazio di studio e aggregazione.

Non si sentirà più l’odore degli scarichi delle macchine, ma quello del caffè delle macchinette, non ci saranno più le urla degli operai, sostituite dagli schiamazzi dei giovani sulle panchine e il rumore metallico delle presse lascerà il posto al clic dei portatili e al mormorio delle lezioni.

Il colpo d’occhio che mancava all’inizio, arriva al centro dell’edificio interno al primo piano: un grande drappo appeso e cucito con diversi vestiti usati, che riporta, in chiave provocatoria, le parole della premier Meloni: IO SONO RUBEN, SONO FROCIO, NON SONO PADRE, NON SONO

CRISTIANO, SONO ITALIANO, NON ME LO TOGLIERETE, un segnale forte della lotta studentesca per la difesa dei propri diritti.

La partecipazione politica è ciò che contraddistingue la sede: all’interno dei bagni, per esempio, lo studente potrà ammirare contrapposizioni tra fazioni di sinistra e di destra rappresentate dalle loro scritte indelebili. Il campo di battaglia? Le porte, che da semplici elementi architettonici divisivi, si trasformano in tavole artistiche di scontro e proliferazione di idee. E così, anche la più semplice delle cosiddette ‘pause bagno’, può diventare uno spazio di partecipazione sociale e di dibattito pubblico: VIVA MARX, LENIN E TITO urla una scritta in rosso, seguita da una grande freccia in nero con la replica BIGOTTI; di fianco si notano diverbi sulla PROPAGANDA IMPERIALISTA, BORGHESE E FASCISTA, che produce MERDA E FALSITÀ NEI CERVELLI DELLE PERSONE.

In Androna Campo Marzio, sede degli studi umanisti, si respira la multiculturalità di Trieste con aule che parlano lingue diverse, raccontano storie e filosofie, letterature e traduzioni; qui lo studente riesce anche a vivere un po’ della storia marittima di Trieste come porto franco per l’Impero Austro-Ungarico, circondato dalla quotidianità triestina delle officine, spesso mescolata con la lotta studentesca dei graffiti: è l’esempio perfetto del detto ‘non giudicare un libro dalla copertina’, questo perché, fermandosi al primo impatto, uno studente potrebbe sentirsi inghiottito nel mondo industriale, ma, trasportato dalla corrente di parole che circonda la sede, scoprirà un’altra realtà: quella della partecipazione politica attiva degli studenti, quella dei libri, delle lezioni e delle relazioni interpersonali tra ragazzi, operai e professori, quella dove Trieste non solo si studia, ma si vive.