DOVE NACQUE IL MITO

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di Roberto Dedenaro

Marina Torossi Tevini
Nella terra del mito
Campanotto, 2026
pp. 128, euro 20,00

Da sempre amante della poesia, Marina Torossi Tevini negli ultimi anni ha, in realtà, pubblicato opere soprattutto in prosa, alternando lavori scritti da lei a titoli come La valle del ritorno, La Sfinge del Montasio, e Trieste. La resa dei conti, scritti in parte o del tutto dal padre. All’interno di questa produzione in prosa possiamo operare una seconda differenziazione fra opere di narrativa e saggistiche che spesso nascono da un suo personale amore per il viaggio e per le crociere, cosa che le ha permesso di compiere un paio di volte, credo, il periplo del pianeta. Non ci meravigliamo, quindi, se poco dopo aver presentato La sfinge del Montasio, scritto, appunto, dal padre Lino Torossi, ci troviamo a parlare su queste pagine de Nella terra del mito, nuova fatica, questa volta puramente narrativa, anche se di purezza in letteratura è difficile parlare, della nostra instancabile divoratrice d’inchiostro.

Innanzitutto, possiamo rivelare che abbiamo saputo dalla viva voce dell’autrice che il libro è stato scritto qualche anno fa e dunque è l’ultimo libro solo in ordine di pubblicazione ma non di stesura e lo scritto aveva un altro titolo, forse più coinvolgente, a mio parere, dell’attuale, ma sono sottigliezze. Il lettore del Ponte rosso, ormai affinato da anni di recensioni, capirà che ci troviamo nei territori dell’antica Grecia, terra del mito per antonomasia, e più precisamente nell’affascinante isola di Creta, dove tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900 una serie di spedizioni archeologiche misero in luce i resti di una civiltà fino ad allora sconosciuta. Per essere ancora più precisi, oltre allo stupore anche una serie di polemiche sui criteri ricostruttivi messi in atto da Evans, che in quello che definì il palazzo di Minosse usò il cemento armato senza tanti scrupoli. Sullo sfondo di questi avvenimenti, agli inizi del’900, Torossi Tevini fa muovere i suoi personaggi e agita i suoi fili narrativi. Personaggi e temi che sono molti (forse un po’ troppi) racchiusi in uno schema narrativo curioso. Non ci sono capitoli ma parti, quindici per l’esattezza ognuna delle quali divisa a sua volta in sezioni numerate, di diversa ampiezza. La vicenda si srotola, oltretutto, su diversi piani temporali, dalla contemporaneità agli anni dei grandi scavi primonovecenteschi. In tale complessità quasi labirintica, ma siamo a Creta non per nulla, Torossi Tevini sembra muoversi con una certa scioltezza, e condurre il lettore con mano non tremante, attraverso avviluppi sentimentali e narrativi. Nelle parti in cui la vicenda si svolge ai nostri giorni, ma non solo, non manca di riaffiorare la tendenza saggistica che ben conosciamo nei libri dell’autrice triestina, con la dovuta critica al turismo di massa, alla distruzione di modi di vita tradizionale e del territorio.

Al di là dei personaggi, il vero protagonista del racconto è Creta, con tutto il fascino della sua natura, della sua storia, anche quella recente, non solo quella che emerge dai suoi ben noti siti archeologici, legata ad una lunga guerra di indipendenza dal dominio turco. Arte, archeologia, storia e natura, un reticolo in cui i personaggi sembrano avvolti e incapaci di domarlo, anche l’amore che è uno dei temi importanti e portanti del libro sembra comunque sottomesso all’isola ed ai suoi segreti, tanto da essere destinato, come in ogni tragedia classica che si rispetti, ad una luttuosa fine. Questo libro di Marina Torossi Tevini, volendo esagerare, potrebbe essere la sceneggiatura di un film di James Ivory: i protagonisti umani sono inglesi abbienti, gli amori, come abbiamo detto, piuttosto complicati, un po’ etero e un po’ no, l’archeologia, ma forse all’inizio del ’900 era così, un affascinante gioco per rampolli annoiati. Insomma, in queste pagine il lettore trova tante cose, non manca nemmeno la Shoà e lo sterminio degli Ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Forse avremmo preferito una maggiore profondità e ampiezza nel delineare i tanti temi ed argomenti sollevati, ma, intanto abbiamo scelto la nostra meta per le vacanze estive di quest’anno: sarà ovviamente Creta.