FRATELLI COLTELLI: RECALCATI AL MIELA
Il Ponte rosso N.° 115 maggio 2025 | Scienza e virgola | Stefano Crisafulli
di Stefano Crisafulli

Massimo Recalcati
Uno diviso due
Fratelli e sorelle
Feltrinelli, Milano 2025
pp. 128, euro 16,00
Uno diviso due, ovvero quanto fa male non essere più figlio unico. Per lo psicoanalista e saggista Massimo Recalcati, che, nell’ambito della manifestazione ‘Scienza e virgola’, ha tenuto una conferenza sul tema del rapporto tra fratelli e sorelle sabato 10 maggio al Teatro Miela, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro, dal titolo, appunto, di Uno diviso due (ed. Feltrinelli 2025), la conferma dell’assunto iniziale va cercata per mezzo dell’analisi dei rapporti familiari e sociali. Siamo proprio sicuri che il nostro sguardo idilliaco sulla relazione tra fratelli e sorelle non venga smentito dai fatti? È proprio vero, insomma, come di solito si è portati a pensare, che i fratelli si vogliano necessariamente bene, visto che provengono dagli stessi genitori e, quindi, dallo stesso sangue? La risposta a queste domande è stata inequivocabile: «Il sangue – afferma Recalcati – non è la sostanza della fratellanza», anzi: «il primo moto che orienta i legami tra i fratelli non è quello della fratellanza o della sorellanza ma quello dell’odio e dell’inimicizia». Basti pensare, d’altronde, a come sia finito male, anzi, malissimo il primo rapporto fraterno della storia raccontato dalla Bibbia, quello tra Caino e Abele.
Dopo una prima parte di ‘ripasso’ sulle figure genitoriali del padre e della madre, già oggetto di libri a loro dedicati, Massimo Recalcati è partito proprio dall’assassinio di Abele da parte di Caino per contrapporsi al luogo comune dell’amore fraterno. In fondo il racconto biblico non farebbe che confermare i dati provenienti dai casi clinici, citati in seguito dallo stesso Recalcati per corroborare ulteriormente la sua ipotesi: l’uno è sempre diviso in due, anche quando pretenderebbe di essere il solo. Persino chi è figlio unico, infatti, vive la sua condizione come se si aspettasse da un momento all’altro l’arrivo di un fratello o di una sorella e quindi non fa che cercare l’attenzione dei genitori, mettendosi in luce. Quando poi il fratello o la sorella arrivano, allora cominciano i guai. In effetti Caino, quando Abele debutta sulla scena del mondo, non la prende bene: prima era il prediletto, ora deve dividere l’attenzione dei genitori e, soprattutto, di Dio con l’altro, l’intruso. La goccia che farà traboccare il vaso di Caino sarà proprio il rifiuto di Dio delle sue offerte votive e la preferenza per quelle del fratello e a nulla varrà la richiesta di Dio (padre) di verbalizzare questo disagio. Una richiesta, a dir la verità, un po’tardiva, visto che il danno era ormai imminente. E così, fuor di racconto biblico, avviene anche in generale nei rapporti umani: l’odio del primogenito per il nascituro è nell’ordine delle cose e, se non viene espresso attraverso il dialogo può condurre a fratture insanabili tra i due. Ma, prima di giungere a quel punto, un’altra strada è possibile: quella dell’apertura verso l’altro e dell’accettazione di non essere più l’unico, tramite elaborazione del lutto. Se ciò avviene, allora i rapporti tra fratelli e sorelle si possono sviluppare in modo anche molto positivo. Il ruolo dei genitori, a questo proposito, è delicato e importante: Recalcati racconta l’esempio di una coppia che lascia il primogenito dagli zii e poi gli rivela la nascita della sorellina a cose fatte, con le conseguenze che si possono immaginare. A fine conferenza, lo psicanalista ha generosamente voluto effettuare una replica, perché il Miela era così pieno che i numerosi spettatori rimasti fuori sono stati invitati a tornare.
