I MOTORI CULTURALI DEL TERRITORIO

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Arte e associazionismo tra Grado e Aquileia

Un territorio in cui associazioni, volontariato e istituzioni pubbliche concorrono a formare una fitta rete virtuosa che si espande oltre i limiti amministrativi dei Comuni

Un ponte invisibile, edificato secoli fa, continua ad unire culturalmente tra loro Aquileia con Grado

di Luciana Amato

Il Ponte Matteotti
Grado

Il ponte invisibile tra Grado e Aquileia

Nel cuore dell’Alto Adriatico, dove le acque salmastre della laguna lambiscono resti della storia romana e patriarcale, esiste un ponte che supera di gran lunga la pur importante struttura in cemento inaugurata novant’anni fa, nel 1936, il ponte Giacomo Matteotti (già ponte Littorio, in epoca fascista) e che spezzò la frattura tra la zona lagunare di Grado e Aquileia e la terraferma. Recenti scoperte di archeologia subacquea hanno evidenziato, nelle stesse zone, sulla via Gorizia che collega Aquileia e Grado tracce di un sistema di pontili e strade che univa stabilmente l’antico scalo marittimo di Grado all’entroterra di Aquileia. Ma superando gli artifici ingegneristici in quest’area, tra Grado e Aquileia, insiste un ponte fatto di persone, di memoria custodita e di un fitto intreccio di relazioni sociali. Come spiega Eleonora Molea, che guida la Delegazione FAI di Trieste, raggiunta al telefono alla segreteria del Sindaco di Grado: «in un territorio di circa 7.700 abitanti che vanta l’incredibile vitalità di circa cento associazioni attive, la cultura infatti non è un semplice orpello estivo ad uso e consumo di bagnanti e turisti, bensì un vero e proprio motore sociale capace di tenere viva l’identità locale durante tutto l’anno, sfidando la solitudine dell’inverno e la frammentazione amministrativa che storicamente divide queste terre sotto diverse province e antichi patriarcati».

L’identità culturale di quest’area è indissolubilmente legata alla sua evoluzione geografica e spirituale. Fino al V secolo d.C., l’attuale laguna di Grado era terraferma, solcata da strade romane che collegavano Aquileia al mare; successivamente, variazioni climatiche, l’innalzamento marino e i mutamenti fluviali – in particolare del delta dell’Isonzo – hanno sommerso queste terre basse, separando fisicamente l’isola dall’entroterra. Questa complessa transizione storica e geografica sarà al centro di una mostra prevista per il 2028, provvisoriamente nota come “Terre Basse: la metamorfosi della laguna tra Aquileia e Grado“ e progettata per raccontare i legami tra Grado e Aquileia dall’epoca romana fino al completamento del ponte stradale nel 1936. Ma prima ancora dei progetti espositivi, sono le quotidiane conversazioni tra le associazioni del posto a ricucire questo strappo millenario.

Locandina di un’iniziativa sociale di GradoNOI

Il welfare culturale: la cura oltre la stagione

La riscoperta della bellezza e della memoria locale si configura come uno strumento di coesione civile e presidio culturale. Ne è un esempio la virtuosa collaborazione tra la Fondazione Aquileia e la Regione Friuli Venezia Giulia, che stanno promuovendo concrete politiche di welfare culturale – il FVG è la prima regione in Italia a strutturare risposte sistemiche di questo genere – sancite da un importante convegno “Per una nuova azione sul  Welfare culturale” tenutosi nell’aprile 2026 per mappare i partner che operano all’intersezione tra cultura e salute all’interno della cornice formale del Protocollo d’intesa tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute.

In questa medesima visione si inserisce l’operato del FAI (Fondo Ambiente Italiano). La Delegazione FAI di Gorizia, guidata da febbraio 2026 da Lucia Pahor, opera secondo il principio cardine “conoscere per amare”: la tutela del patrimonio storico e ambientale non può prescindere dalla sua divulgazione. La laguna e il patrimonio storico di Grado rivelano la loro bellezza più autentica proprio nei mesi autunnali e invernali, quando il silenzio e la quiete, lontani dal turismo balneare di massa, invitano alla riflessione e alla contemplazione. Questo percorso di avvicinamento ha visto tappe significative, come la visita al Santuario di Barbana nel 2023 e, nel giugno 2026, l’eccezionale apertura del Palazzo del Municipio di Grado, realizzata in sinergia con il Comune, che ha permesso a residenti e visitatori di scoprire la storia dell’edificio e di affacciarsi sulla terrazza dove un tempo sostò Pier Paolo Pasolini. L’iniziativa ha visto anche un prezioso coordinamento e locale con la Delegazione FAI di Trieste, a testimonianza di come la riscoperta dei beni comuni possa superare i tradizionali confini amministrativi.

Grado NOI: solidarietà intergenerazionale e memoria attiva

Tra le realtà più dinamiche del territorio, l’Associazione Grado NOI (fondata nel 2017) rappresenta un modello esemplare di come la valorizzazione culturale possa camminare di pari passo con l’inclusione sociale. Forte di 28 volontari e 40 soci, l’associazione risponde ai bisogni concreti della popolazione, in particolare della fascia più anziana, attraverso l’attivazione di sportelli di facilitazione digitale. Operativi in ben 19 comuni della Bassa Friulana e del Basso Isontino (tra cui Grado, Aquileia, Ronchi dei Legionari, Palmanova e Latisana), questi sportelli hanno erogato l’impressionante cifra di circa 14.000 servizi di assistenza tra il 2024 e il giugno 2026, garantendo ai cittadini più fragili l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione.

Ma l’impegno di Grado NOI non si ferma qui: l’associazione svolge attività nelle scuole per sensibilizzare i bambini sui pericoli della sovraesposizione digitale e sul cyberbullismo (con laboratori a Grado, Fiumicello e San Giorgio di Nogaro tra il 2025 e il 2026), e realizza progetti di animazione per anziani a domicilio – in stretta collaborazione con la parrocchia di Grado guidata da don Paolo Nuterelli – e nelle case di riposo di Grado e Ronchi dei Legionari. A questa profonda vocazione sociale si affiancano iniziative di recupero delle tradizioni locali: dalla mostra sulle storiche “vele al terzo” delle barche da pesca gradesi (esposta a Grado nel 2024 e replicata a Pirano, in Slovenia, nel 2025) alla partecipazione, nel febbraio 2026, alla rievocazione storica veneziana del “Taglio della testa del toro”, antica usanza legata alla vittoria del Doge Vitale II nel 1162 contro il Patriarca Ulrico di Aquileia. Infine, la tradizione si fa ponte natalizio attraverso la Rassegna dei Presepi, che unisce idealmente le due sponde lagunari con l’esposizione di numerose opere all’aperto e al chiuso sia a Grado sia ad Aquileia.

Associazione Blu Oltremare
una lezione all’aperto

L’inclusione attraverso il mosaico e l’arte

Spostandoci ad Aquileia, la dimensione artistica si rivela un formidabile canale di integrazione comunitaria. L’Associazione Blu Oltremare, nata nel 2016 da un’intuizione della mosaicista Laura de Corti e dell’insegnante di arte Marisa Pellizzari, utilizza la tradizione locale del mosaico come strumento di socializzazione e inclusione. Nei laboratori di Blu Oltremare, l’arte musiva diventa una splendida metafora della società: ogni singola tessera, diversa per colore, forma e dimensione, trova la propria armoniosa collocazione accanto alle altre, dimostrando che le differenze individuali arricchiscono l’opera collettiva. Questo approccio ad alto valore inclusivo permette anche a bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali o disabilità di integrarsi perfettamente, abbattendo ogni barriera comunicativa attraverso la manipolazione delle tessere e il rallentamento del tempo tipico del lavoro manuale, che favorisce il dialogo intergenerazionale e combatte l’isolamento sociale.

In questa stessa costellazione di “didattica attiva” si colloca il prezioso lavoro di Daniela Di Gennaro con la sua attività “Didattica dell’Arte”. Educatrice museale con una solida esperienza maturata nelle gallerie d’arte contemporanea, Daniela Di Gennaro organizza laboratori artistici con scopi fortemente educativi e formativi per le scuole del territorio. Attraverso percorsi mirati, che ora cura all’interno del proprio studio per conto del Comune, riesce ad avvicinare le nuove generazioni al linguaggio artistico contemporaneo, offrendo uno spazio di sperimentazione e crescita espressiva che arricchisce l’offerta formativa locale.

Terrestrità Corale: salvare la memoria della spatola

Un altro pilastro della salvaguardia tecnica e artistica ad Aquileia è rappresentato dall’Associazione Artistica Terrestrità Corale, la cui opera è oggi animata dallo straordinario impegno di Claudio Vazzoler, che da due anni ha preso in mano le redini del gruppo. L’obiettivo primario dell’associazione è proteggere e tutelare il prezioso lascito artistico del maestro Emilio Culiat, custode di una particolare tecnica pittorica a spatolato che rischiava altrimenti di scomparire.

Vazzoler si sta dedicando con passione non solo a tenere unito e catalogare il ricco archivio delle opere del maestro, ma anche a difendere e valorizzare la suggestiva sede dell’associazione, situata nei locali dell’ex macello comunale messi a disposizione dall’amministrazione. Nonostante le difficoltà logistiche, come la mancanza di riscaldamento invernale, questo spazio è diventato un vero laboratorio di comunità, dove i nove associati si confrontano e accolgono studenti delle scuole locali per tramandare l’arte dello spatolato e non solo. Terrestrità Corale apre le sue porte al territorio anche attraverso eventi fortemente conviviali, come le “Giornate di cultura arti riflesse” lungo le rive del fiume Natissa di Aquileia, dove la presentazione di opere pittoriche si fonde amabilmente con letture di libri, musica dal vivo e degustazioni in collaborazione con le aziende vitivinicole locali, dimostrando come l’arte possa generare autentica coralità e cittadinanza attiva.

Associazione Artistica Terrestrità Corale
Una serata all’insegna dell’arte

Il teatro come collante del territorio

La storica tradizione dello spettacolo dal vivo trova invece la sua massima espressione in Grado Teatro APS, guidata dall’infaticabile Tullio Svettini. Con alle spalle oltre sessant’anni di radicatissima tradizione teatrale nell’isola, l’associazione si appresta a celebrare nel 2027 il prestigioso traguardo dei quarant’anni di attività ufficiale con un ricco programma di eventi.

L’impatto di Grado Teatro si estende ben oltre i confini comunali, coinvolgendo attivamente anche gli abitanti della Bassa Friulana e le frazioni periferiche di Fossalon e Boscat. I laboratori teatrali, che prendono il via in autunno, fungono da eccezionale catalizzatore sociale e presidio culturale invernale, culminando nella preparazione dei nuovi spettacoli per la stagione dell’Ente Regionale Teatrale e nelle rassegne primaverili e autunnali. Questa vocazione territoriale è rafforzata dall’insegnamento di pratica teatrale svolto da Svettini presso l’Università della Terza Età di Cervignano del Friuli, a riprova di una costante sinergia culturale che unisce l’isola alla terraferma in un dialogo continuo che prosegue poi d’estate con il tradizionale teatro all’aperto nelle piazze.

Un arcipelago di memorie e sinergie future

Questo fitto mosaico culturale si arricchisce di molte altre tessere, altrettanto preziose. Pensiamo al Gruppo Archeologico “Silvia Blason”, che attraverso la mostra permanente presso la Basilica di Santa Eufemia illustra la storia del Patriarcato di Grado in storica contrapposizione a quello di Aquileia; o ai “Graisani de Palu”, custodi delle tradizioni lagunari che curano e gestiscono lo storico casone un tempo frequentato da Pier Paolo Pasolini. Nella laguna, la salvaguardia ambientale e spirituale passa anche per l’isola di Barbana, dove il comitato di gestione cura l’iniziativa del “Barbana Day” per la manutenzione del sito, arricchito dallo splendido orto realizzato da Leonardo Tognon, figura poliedrica attiva anche nel Festival della canzone gradese. E ancora, la sensibilità sociale si manifesta nelle letture animate di Luisa Venier, “La signora delle fiabe”, attiva tutto l’anno per offrire momenti di ascolto e fantasia a donne e bambini, e nell’intensa attività dell’UTE di Grado, che promuove conferenze e scambi culturali con la vicina Aquileia.

Tutte queste realtà dimostrano che, nonostante le barriere fisiche rappresentate dalle acque lagunari o quelle storiche dei diversi patriarcati e delle vecchie province, il dialogo dal basso è vivo e fecondo. La cultura, nell’Alto Adriatico, è sia conservazione del passato, che una pratica quotidiana di solidarietà, inclusione e accoglienza: un vero motore in grado di tessere, giorno dopo giorno, risposte concrete ai bisogni di benessere e coesione della comunità.

Questo lavoro non ha la pretesa di mappare l’intero e vitale panorama associativo locale, ma offre una piccola selezione incentrata sulle realtà che connettono la memoria del territorio al quotidiano dei cittadini. Consideriamo questo testo un dialogo aperto e dinamico, pronto a integrarsi in futuro con il contributo di tutte le altre realtà attive che non è stato possibile includere in questa sede.

Grado Teatro
Serate itineranti

Luciana Amato (1979), laureata in Progettazione del Turismo Culturale a Padova, con una carriera ventennale nel settore dell’accoglienza e della formazione, è impegnata nell’organizzazione di eventi e nella promozione editoriale. Collaboratrice della rivista web Il Ponte rosso, ha fondato la community Spiriti Liberi, un progetto di aggregazione che trasforma la lettura in uno strumento di crescita personale e coesione sociale.