ITALIA IN GRIGIOVERDE

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Pubblicata dalla EUT, Edizioni dell’Università di Trieste, a cura di Fulvio Senardi e grazie al contributo della Società Dante Alighieri un’antologia di scrittori italiani della Grande Guerra

di Walter Chiereghin

Per iniziativa del Comitato di Gorizia della Società Dante Alighieri, la EUT, Edizioni dell’Università di Trieste, ha pubblicato un volume collettaneo di brevi saggi, ciascuno dei quali introduce una scelta antologica di testi degli autori presi in considerazione. è nato così il volume Italia in grigioverde. Scrittori in armi nella Grande Guerra. Una antologia, curato da Fulvio Senardi, studioso che a tale tema ha dedicato una parte certo significativa della sua attività di italianista e di storico, con l’aggiuntiva qualificazione di conoscere personalmente tutti i contributori dell’opera con i quali intrattiene, non certo da oggi, collaudati rapporti di accogliente collaborazione e di reciproco scambio di idee, informazioni ed opinioni.

Appare opportuno citare la breve Nota introduttiva di Antonia Blasina Miseri, presidente del Comitato goriziano della “Dante”, che spiega che l’iniziativa è stata realizzata grazie al determinante contributo della Sede centrale della Società Dante Alighieri di Roma, che ne ha approvato, constatato l’intento fondamentalmente informativo e pedagogico del progetto editoriale, l’inserimento nel progetto “Scrittori e libri dal fronte carsico-isontino della Grande Guerra” e che la pubblicazione del volume ben si inserisce tra le manifestazioni di GO!2025 Nova Gorica Gorizia Capitale europea della Cultura 2025. L’apporto del prestigioso partner romano dell’iniziativa, oltre a risultare essenziale dal punto di vista del finanziamento, come osserva Blasina, «avrà una funzione divulgativa fondamentale attraverso la rete Dante, presente non soltanto in Italia, ma in 80 paesi del mondo, in tutti i continenti che include 454 Comitati, 275 Centri d’esame PLIDA, Presidi letterari, Scuole d’italiano e Scuole paritarie». Come osserva Senardi nella sua Prefazione, tale imponente articolazione territoriale «muove la speranza che, messe in rete com’è consuetudine dell’editore, queste pagine possano raggiungere ogni latitudine per fornire elementi di studio o suggestioni di ricerca, affiancando, auspichiamo, l’attività della Società Dante Alighieri, il maggior organo di didattica della nostra lingua e di (in)formazione di civiltà italiana esistente a livello globale».

Italia in grigioverde.
Scrittori in armi nella Grande Guerra

Una antologia a cura di Fulvio Senardi
Società Dante Alighieri
Comitato di Gorizia
EUT, Trieste, 2025
pp. X-264, euro 20,00

La scelta, di testi esemplari e di autori esclusivamente italiani, di necessità antologica e dunque riduttiva, ha comunque condotto a comporre un mosaico di testimonianze assolutamente eloquente e significativo di quello che fu un conflitto di dimensioni all’epoca stupefacenti per estensione territoriale, per la durata e la crudezza dei combattimenti e, in particolare per quanto riguarda l’esercito italiano, perché mai prima di allora il reclutamento obbligatorio aveva raggiunto così estensivamente l’intera popolazione del giovane Stato unitario, tanto nelle vicende della Terza Guerra d’Indipendenza, quanto .nel conflitto italo-turco del 1911-12.

La prolungata e collettiva tensione emotiva dei cinque anni di guerra, dal 1914 al 1918, fornì a un’intera generazione, anzi a più d’una, materiale letterario in versi e in prosa – memorialistica, narrativa, giornalistica e saggistica – che coinvolse per un lungo protrarsi degli anni anche successivi alla pace riconquistata a duro prezzo autori in gran parte significativi nel canone letterario italiano, da D’Annunzio a Ungaretti, da Gadda a Marinetti, da Saba a Malaparte. E si potrebbe continuare ad libitum, attingendo alla lista degli autori – venticinque – di cui si tratta nel volume o anche fuori fa tale pur significativa elencazione.

Carlo e Giani Stuparich

Certo, osserva Senardi nella citata Prefazione, «che i libri della guerra nascono soprattutto negli ambienti degli ufficiali di complemento, rampolli del ceto medio colto, con una tendenziale omogeneità di punti di vista. Un corpus che, nel suo complesso, promette e generalmente mantiene sguardi condiscendenti e venature classiste. Di conseguenza, entro certi limiti e con qualche eccezione, una letteratura del consenso. E dell’amor di patria (e di guerra) consapevole e senza ombre vissuta da giovani “eroi”, sfiorati dalle ali ingannevoli di Nike. […] I figli del ceto borghese che, in divisa, raccontano le proprie esperienze e manifestano i loro valori, rappresentano un gruppo abbastanza compatto; chi scrive, si guarda allo specchio e celebra, con tutta naturalezza, le virtù di una società patriarcale di spiriti guerrieri, con un mos maiorum forgiato dall’epica risorgimentale. Ancorché non sempre in sintonia con la classe dirigente dell’Italia liberale, i “padri”, contro i quali il ribellismo della borghesia minuta (quello degli “spostati” cui una società poco aperta non prometteva carriere brillanti e altolocate cooptazioni) cerca valvole di sfogo anche letterarie».

L’articolazione del volume del quale trattiamo non consente di soffermarci su qualcuno dei singoli contributi che hanno esplorato il poliedrico materiale a disposizione dei contributori, ma per completezza d’informazione ci pare opportuno segnalare, desumendolo con acribia da amanuense dal Sommario di Italia in grigioverde, l’elenco degli autori (in grassetto), dei titoli presi in esame (in corsivo) e dei relativi redattori dei saggi.

Emilio Lussu

Giulio Camber Barni La Buffa,di Lorenzo Tommasini; Giovanni Comisso Giorni di guerra,di Luigi Weber; Gabriele D’Annunzio Prose di guerra e di memoria, di Gianni Oliva; Arnaldo Fraccaroli L’invasione respinta (Aprile–Luglio 1916) e La vittoria sul Piave (Giugno–Luglio 1918), di Walter Chiereghin; Carlo Emilio Gadda Giornale di guerra e di prigionia, di Francesco Carbone; Piero Jahier Con me e con gli alpini, di Luca Zorzenon; Emilio Lussu Un anno sull’Altipiano, di Mauro Rossi; Curzio Malaparte Viva Caporetto!, di Simone Giorgi; Mario Mariani Sott’la naja. Vita e guerra d’alpini, di Fulvio Senardi; Filippo Tommaso Marinetti L’alcova d’acciaio, di Fulvio Senardi; Paolo Monelli Le scarpe al sole, di Gianni Cimador; Aldo Palazzeschi Due imperi… mancati, di Fabio Rizzi; Carlo Pastorino La prova del fuoco La prova della fame, di Francesco De Nicola; Giuseppe Prezzolini Dopo Caporetto, di Gino Ruozzi; Mario Puccini Caporetto. Note sulla ritirata di un fante della III Armata e Davanti a Trieste. Esperienze di un fante sul Carso, di Alfredo Luzi; Clemente Rebora Tra melma e sangue. Lettere e poesie di guerra, di Alfredo Luzi; Mario Rigoni Stern Storia di Tönle, di Gennaro Rega; Umberto Saba Poesie scritte durante la guerra, di Fulvio Senardi; Carlo Salsa Trincee. Confidenze di un fante, di Giovanni Capecchi; Giuseppe Scortecci La città effimera. Romanzo di prigionia, di Giovanni Capecchi; Guido Sironi I vinti di Caporetto: ricordi di prigionia, di Fulvio Senardi; Ardengo Soffici Kobilek e La ritirata del Friuli, di Marino Biondi; Arturo Stanghellini Introduzione alla vita mediocre, di Giovanni Capecchi; Giani Stuparich Guerra del ’15 (Dal taccuino di un volontario), di Fulvio Senardi; Giuseppe Ungaretti Il Porto Sepolto, di Massimo Lucarelli.

Mi sia consentito di concludere, attingendo a quanto riportato nella quarta di copertina.

«”Tremenda è la guerra; e la si subisce solamente come una durissima prova per l’elevazione dello spirito”, ha affermato Giani Stuparich nei primi anni Venti, rivolto agli alunni della sua scuola; e, toccando il tema dei volontari della Grande Guerra, dei quali aveva condiviso la scelta e il destino: “la morte vi ispiri la vita, la guerra vi ispiri la pace”. Di quel quinquennio tremendo che, nel modo più brutale, aprì le porte alla Modernità, questo libro vuol portare testimonianza, lasciando la parola agli scrittori e ai poeti che vissero la guerra in grigioverde e in essa seppero trovare la propria voce; ciascuno con i suoi ideali, l’ampio ventaglio delle motivazioni, la sua irripetibile capacità di sguardo. Una scelta che aggruppa molto fra ciò che di meglio venne scritto avendo negli occhi il fuoco delle vampe e nelle orecchie le grida dei caduti».