LA GUERRA D’INVERNO
Diego Marani | Il Ponte rosso n. 110 - dicembre 2024 | narrativa
In un romanzo finlandese l’epopea della guerra in cui la Finlandia cercò di contenere l’aggressione sovietica tra il novembre 1939 e il marzo 1940
di Diego Marani
Cade in questi giorni l’anniversario del romanzo finlandese Tuntematon sotilas, che significa “il milite ignoto” ma che nella versione italiana si intitola Croci di Carelia. Uscito dieci anni dopo la fine della guerra, il libro più conosciuto dell’autore Väinö Linna narra l’epopea della cosiddetta “guerra di continuazione”, quando i finlandesi cercarono di contenere l’assalto sovietico, dopo il primo impatto nella cosiddetta “guerra d’inverno” nel 1939-40. Nella guerra di continuazione la Finlandia perse i territori conquistati nella Carelia sovietica fino a Petrozvodsk, in finlandese Petroskoi, ma anche i territori propriamente finlandesi del corridoio di Petsamo.
Una bella testimonianza della guerra d’inverno e della guerra di continuazione si può trovare nel volume La pelle di Curzio Malaparte, che fu corrispondente di guerra per il Corriere della sera sul fronte finno-sovietico. Leggendo le sue pagine, sembra di incontrare i personaggi di Väinö Linna, ad esempio nella battaglia sul lago Ladoga cui prese parte anche una flottiglia MAS della marina militare italiana che fu trasportata via terra fino al Mar Baltico e partecipò all’offensiva finlandese sul lago Ladoga nel 1942. I mezzi non vennero mai rimpatriati e restarono in servizio presso la marina militare finlandese fino al 1961.
Tuntematon sotilas segue una compagnia di mitraglieri finlandesi sul fronte della Carelia la stessa in cui servì l’autore. La vicenda non ha un unico protagonista, piuttosto, si concentra sulle diverse storie dei soldati e sulle loro vicissitudini. Gli uomini della compagnia provengono da ogni parte della Finlandia, con origini sociali e posizioni politiche molto diverse, anche opposte. Fra vigliacchi ed eroi si distinguono l’idealista alto-borghese Kariluoto, inizialmente pavido ma infine coraggioso, il pratico e concreto Koskela, il disincantato e cinico lavoratore Lehto, il comico della compagnia Vanhala, il duro Antero “Antti” Rokka, l’indifferente alla politica Hietanen e il comunista Lahtinen. I soldati che Väinö Linna mette in scena non sono eroi, non sanno neppure bene che guerra stiano combattendo. Sono gente semplice, con tutti i loro difetti e paure ed è questa forse la forza del romanzo. La maggior parte dei personaggi morirà in combattimento ma l’atmosfera del romanzo conserva una strana leggerezza, una sorta di tragica allegria.
Ma c’è un non detto che attraversa tutto il libro e anche tutta la vicenda bellica che oppose finlandesi e sovietici nella Seconda Guerra Mondiale. Il Maresciallo Mannerheim, eroe dell’indipendenza nazionale che riuscì a liberare la Finlandia dal giogo sovietico nel 1917 e che di nuovo nel 1940 guidò la resistenza contro l’Armata rossa, non si fidava per niente dei suoi soldati. Sapeva che fra di loro si celavano ancora i sopravvissuti della guerra civile che dal gennaio al maggio 1918 oppose i finlandesi rossi ai bianchi guidati da Mannerheim. Gente che simpatizzava con i sovietici e che avrebbe potuto da un momento all’altro girare il fucile contro gli ufficiali che li comandavano e riprendere la rivolta. La guerra civile finlandese fu particolarmente feroce da entrambe le parti. Ma il primato lo vinsero forse le truppe bianche che non esitarono a lasciar morire di freddo quattordicimila prigionieri rossi nei campi di prigionia. Altri diecimila furono giustiziati. Malgrado i sospetti del Maresciallo, i soldati finlandesi affrontarono uniti e solidali i sovietici, riuscendo sorprendentemente a resistere in condizioni di inferiorità.
Tuntematon sotilas è una specie di testimonianza dell’avvenuta riconciliazione sul campo di battaglia fra rossi e bianchi. La varietà dei personaggi e la loro provenienza da ogni angolo del paese esprimono efficacemente quanto i finlandesi fossero diversi fra loro e in quale misura l’unità nazionale fosse stato un artificio. Pur se tutti finnici, i popoli delle diverse regioni della Finlandia non avevano una storia comune e una percezione di sé come nazione. Fu paradossalmente l’élite svedese erede dei conquistatori che invasero la Finlandia con la crociata del 1238 a concepire e costruire lo stato finlandese, inventando una mitologia nazionale e un immaginario collettivo costruito a tavolino. Fu Elias Lönnrot e altri intellettuali di origine svedese come Johan Ludvig Runeberg che codificarono il finlandese facendo di tanti diversi dialetti una lingua uniforme e moderna. Fu di nuovo Lönnrot che raccolse e trascrisse leggende e ballate popolari per farne il poema nazionale finlandese, il Kalevala. La Finlandia alla fine fu un’invenzione degli intellettuali svedesi che dominavano il paese, ma così convincente che i finlandesi stessi vi si riconobbero.
Tuntematon sotilas è diventato un classico in Finlandia ed è una lettura obbligatoria per ogni ragazzo finlandese. Per molti, la lettura è preceduta da anni di visione del film trasmesso in televisione ogni giorno di celebrazione dell’indipendenza nazionale, il 6 dicembre. Gli uomini più anziani conoscono già tutte le battute del film a memoria. Le immagini del libro sono tratte dalla versione cinematografica più famosa ed amata dai finlandesi, quella di Edvin Laine del 1955, dove ogni personaggio parla con il proprio accento regionale, in una lingua popolare molto lontana dal finlandese codificato da Lönnrot ma in cui i finlandesi riconoscono le loro origini e al tempo stesso celebrano la loro unificazione nazionale.
