L’ORCHESTRA DELLA VENDETTA: ALLEGRO CON BRIO
Il Ponte rosso n. 128 - giugno 2026 | narrativa | Valerio Fiandra
di Valerio Fiandra
pp.82, euro 12,00
Piacerebbe ad Alessandro Baricco, che dai tempi de L’amore è un dardo (RAI, 1993) ha dimostrato che – per promuovere e migliorare la pratica dell’ ascolto (o della lettura, ricordate la meravigliosa Pickwick. RAI 1994?) – la modalità più efficace è parlarne o scriverne senza intellettualismi, con appassionata semplicità, divertendo invece che annoiando.
Alice Porro, al suo esordio con L’Orchestra della Vendetta ci riesce, ed ha vinto la quinta edizione del ‘Premio Lorenzo Da Ponte’, che prevede la pubblicazione (Diastema, euro 12). La motivazione coglie benissimo la forza e la forma dell’opera: «L’autrice racconta con brio e ritmo una vicenda surreale, trascinando il lettore dalla prima all’ultima pagina, proponendo il suo mondo stralunato che finisce per assurgere a metafora dell’ignoranza oggi dilagante e termina con un tocco di dolcezza inaspettata».
Nata a Trieste nel 1985, Porro è diplomata in flauto traverso al Tartini, laureata in discipline dello spettacolo e filologia moderna. Suona in tante formazioni, fra le quali “Wooden Legs”; è autrice di spettacoli musicali per bambini quali il fantastico Il Crauto Magico e l’imminente Le Cozze di Figaro.
L’ironia affettuosa – non priva di autoironia ma senza il sarcasmo che spesso maschera disprezzo e rancore – presiede ogni pagina del suo romanzo satirico. La vendetta – a parer mio – se “servita fredda” è malata: non cura la vittima offesa, né colpisce davvero chi ha inferto il primo colpo. Se impiattata subito, invece – ben cucinata a parole o in musica, condita d’olio di passione e sugo di divertimento – certamente risana il vendicatore, e può far riflettere chi lo ha offeso. Del resto è noto dai tempi dei nostri mai abbastanza ascoltati antenati greci: la satira – se civile e ben rappresentata – è la forma più efficace di critica al potere e ai suoi abusi.
Una giovane coppia di musicisti va a coronare un sogno: assistere a un concerto alla Philharmonie di Berlino. Grandi aspettative accompagnano l’attesa della serata che nel programma ha niente di meno che la Nona Sinfonia di Beethoven ed i Carmina Burana di Orff. Il concerto è inserito nel calendario e nel sito web ufficiale, anche se ad eseguire questi due tesori musicali non saranno i divini Berliner – è la loro settimana di riposo. «Se erano ospiti dei Berliner non potevano essere che bravissimi» – pensa la narratrice nonché coprotagonista del libro, beh non proprio: dilettanti allo sbaraglio! E il pubblico perlopiù non lo nota, li applaude perfino! La delusione è cocente, l’indignazione montante: «Ci siamo sentiti ingenui, ma anche vittime di una truffa. E il criminale che aveva dato la sala a quella formazione delittuosa girava pericolosamente a piede libero tra gli uffici amministrativi del più sacro dei templi dell’arte musicale». Scatta dunque l’idea della Vendetta Musicale: noleggiare la Philharmonie per una serata non è poi così esoso, il piano è di metter su, all’insaputa dei musicisti coinvolti «la peggiore orchestra immaginabile».
Ritmo e brio accompagnano le pagine di L’Orchestra della Vendetta, leggerlo è un vero piacere per lo spirito: i numerosi e divertentissimi personaggi ben disegnati a parole da Alice Porro sembrano vivi, meriterebbero una versione a cartoni animati, o un Musical!
Tratto da una vicenda reale, dove ogni riferimento non è casuale, il romanzo è anche un ritratto multicolore della nostra Trieste. Quando esperienze private e personaggi riconoscibili diventano interpreti di tic e vizi socio culturali diffusi, allora, senza perdere l’identità individuale ne acquisiscono una collettiva: da persone diventano personaggi. E se non è buona letteratura questa…

