PREMIO TRIO DI TRIESTE 2026

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di Luigi Cataldi

Il Trio E.T.A.

Il Trio E.T.A. è il vincitore dell’edizione 2026, la 23a, del Concorso Internazionale Premio Trio di Trieste. La competizione, nata nel 1996 per iniziativa di Fedra Florit e ancora oggi da lei diretta, è un solido trampolino di lancio per formazioni da camera di giovani musicisti. Il prestigio dei componenti della giuria, quest’anno presieduta da Pavel Berman, e il rigore nelle scelte hanno reso questo concorso uno dei più rinomati nel panorama internazionale.

Dopo una prima selezione in base a video (50 partecipanti da 28 Paesi) sono stati selezionati 15 gruppi provenienti da nove Paesi (Germania, Svizzera, Spagna, Irlanda, Francia, Giappone, Cina, Polonia e Italia), fra i quali, dal vivo, attraverso altre due fasi eliminatorie e una finale, tenutesi dal 12 al 15 settembre scorsi, prima al Conservatorio Tartini, poi al Teatro Miela, sono stati scelti i tre premiati. Abbiamo seguito le prove in streaming sul canale youtube dell’Associazione Chamber Music Trieste che organizza l’evento, dove ancora si possono ascoltare.

Come s’è detto il primo premio (a cui si è aggiunto il premio speciale “Anna Maria e Giorgio Ribotta”) è andato al Trio E.T.A. (Germania), composto da Till Hoffmann (pianoforte), Elene Meipariani (violino), Nadja Reich (violoncello). Il gruppo, a dispetto della giovane età dei componenti (30, 28 e 33 anni rispettivamente), ha già ottenuto riconoscimenti importanti, come il premio Hitzacker di Osaka, ha una florida attività concertistica in Europa e ha inciso due dischi. I tre esecutori hanno mostrato vivacità, spigliatezza, buon impasto sonoro e eccellente capacità di ascolto reciproco, caratteri che si sono potuti apprezzare in particolare nel Trio in La minore di Maurice Ravel (semifinale) e nel Trio in mi bemolle maggiore op. 100 D 929 di Franz Schubert (finale).

Il Trio Clara

Si è aggiudicato il secondo premio il Trio Clara composto dall’italiana Martina Consonni (pianoforte), dalla francese Sarah Jégou-Sageman (violino) e dalla tedesca Anouchka Hack (violoncello), rispettivamente di 29, 28 e 30 anni. Il gruppo ha già un’intensa attività concertistica internazionale. A conferma dell’ispirazione indicata dal nome il gruppo ha presentato come composizione contemporanea Panta Rhei (Time in Flux) della tedesca Ursula Malmok (1923-2016). Eccellente intesa, buon impasto sonoro, convincente stacco dei tempi e grande espressività sono qualità che il gruppo ha messo in evidenza soprattutto nel Trio in re maggiore op.70 n.1 di Ludwig van Beethoven (semifinale) e nel Trio in Si maggiore op. 8 di Johannes Brahms (finale).

Il terzo Premio, il Premio Speciale “Renato Zanettovich” (offerto da 26 studenti storici in ricordo del Maestro, per il miglior Duo arrivato in semifinale) e lo Young Award sono stati assegnati all’italiano Duo Pantani-Stefanelli, composto da Nicola Pantani (pianoforte) e Francesco Stefanelli (violoncello). Due giovani interpreti (31 e 27 anni) che si sono incontrati all’Istituto di alta formazione “Lettimi” di Rimini dove hanno studiato. Sebbene la loro formazione didattica continui tuttora, sono già attivi come concertisti in Italia ed hanno inciso il loro primo un disco con musiche di Frédéric Chopin e George Enescu. Vivacità, varietà di toni, buon impasto timbrico e capacità di ascolto reciproco hanno caratterizzato le loro esecuzioni, fra cui si possono segnalare la Sonata per violoncello e pianoforte FP 143 di Francis Poulenc (semifinale) e la Sonata op. 26, n 2 di George Enescu (finale).