RIGATTERIA: OSTINATO LABIRINTO DI LIBRI di Elena Casetta
Elena Casetta | Il Ponte rosso | libreria | n. 117 | Rigatteria | settembre 2025
Città indissolubilmente legata alla storia della letteratura, Trieste può vantare un vero e proprio ecosistema di librerie storiche, che vanno ben oltre la semplice vendita di volumi per elevarsi al rango di musei e biblioteche custodi di un patrimonio cartaceo. Dalla storica Umberto Saba all’antiquaria Zuckerman, amanti dei libri e collezionisti trovano dei veri santuari tra le vie della città, antri di meraviglie impolverate. Queste librerie non sono semplici esercizi commerciali ma microcosmi culturali che resistono all’omologazione del mercato librario contemporaneo. Sono luoghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente, dove la scoperta è dietro l’angolo di ogni scaffale e dove il dialogo tra passato e presente si materializza attraverso le pagine ingiallite e la polvere che danza sotto i raggi di luce.
Tra queste librerie spicca con il suo fascino caotico la Rigatteria. Attira l’attenzione dei passanti per la macchia di legno scuro che si staglia nel pallido grigiore degli edifici dietro Piazza Unità d’Italia e incuriosisce all’istante con le sue vetrine traboccanti di libri e stampe accatastate fuori. Il termine rigatteria, secondo il dizionario, evoca un «insieme di roba vecchia, fuori uso, di scarso o nessun valore, ciarpame, cianfrusaglie». Eppure all’interno si trova un conglomerato eterogeneo che va ben oltre questa definizione riduttiva: non solo libri di ogni genere, ma anche riviste d’epoca, pagine di giornale svolazzanti, libretti teatrali, stampe storiche di Trieste e dintorni, vinili e videocassette, quadri e opere d’arte e d’artigianato di ogni sorta.
La Rigatteria nasce ufficialmente nel 1981, ma la sua storia in realtà inizia anni prima, quando il padre degli attuali proprietari vendeva libri in una bancarella nelle vicinanze. Per necessità si trova ad acquistare una piccola parte dell’attuale negozio e lì i figli iniziano a vendere libri usati, poi con gli anni riescono ad espandersi aggiungendo una sezione con mobili, oggetti e curiosità da collezionismo dalla metà dell’Ottocento agli anni Cinquanta. I titolari della Rigatteria, i fratelli Laura e Claudio Di Pinto, acquistano tutto ciò che viene esposto all’interno da privati, che possono fare offerte direttamente in negozio o attraverso il loro sito internet.
La ricchezza dell’offerta è indubbiamente la più grande qualità della Rigatteria, che stanza dopo stanza si snoda in un labirinto apparentemente infinito. Varcando la soglia, il visitatore è subito catapultato in un’altra epoca, come attraverso un misterioso portale dimensionale. Mentre il suo sguardo ancora vaga su tutto ciò che lo circonda, subito viene avvolto dal profumo della carta stampata e dal sentore di legno stagionato che permea l’ambiente creando un’atmosfera d’altri tempi. Lo sguardo è sopraffatto dalla quantità immane di libri e stampe che si trova davanti, corre lungo i dorsi dei volumi e fatica a puntarsi su qualcosa di definito. Infatti, se la vetrina poteva apparire caotica, l’interno è a tutti gli effetti un magazzino dell’arte e della cultura degli ultimi decenni con pezzi di storia accatastati in ogni dove. I protagonisti indiscussi di questo luogo sono i libri, oltre 250 mila stipati in innumerevoli scaffali e disposti in doppia o tripla fila lungo tutte le pareti.
Eppure ciò che si vede è a malapena la punta dell’iceberg, racconta la proprietaria Laura di Pinto. «I nostri magazzini erano già pieni di libri quando nostro padre gestiva la sua bancarella, ma ora sono veramente troppi e dobbiamo selezionarli. Una volta compravamo intere librerie in stock, ma il criterio cambia negli anni, c’è stato un crollo drastico nella vendita di libri, numericamente ma anche di prezzi». Nonostante il suo fascino, infatti, anche la Rigatteria ha conosciuto la crisi del settore editoriale, per cui ha arricchito la propria offerta con oggettistica e artigianato, ma non senza una certa amarezza e rimpianto: «Oggi la gente legge meno ed è meno interessata ad avere delle belle edizioni, c’è una differenza tra prendere in mano un libro o un bel libro ma non interessa più. È tutto diventato usa e getta, la maggior parte delle persone sceglie l’edizione solo in base al costo, senza pensare alla qualità», conclude Laura.
Testimonianza inconfutabile di questo fenomeno è il calo costante del flusso di visitatori: sempre meno sguardi si posano curiosi sulle vetrine e chi entra spesso esce dopo pochi minuti a mani vuote, quasi immune all’incanto del luogo. La maggior parte dei clienti, se così si possono definire, attraversa il negozio in fretta: signore di mezza età cercano libri per i nipoti sfogliando distrattamente le pile di romanzi a basso prezzo, due signori dall’aria distinta osservano confusi l’accostamento di un’edizione riccamente decorata della Bibbia e una copia economica del quinto libro della saga di Harry Potter. Un rarissimo esemplare di uomo sulla trentina chiede volumi di finanza degli anni Settanta: è un evento da annotare. Ancora più raro è un anziano signore che acquista dei volumi d’arte illustrati per fare un regalo, un’eccezione in un’era in cui ogni opera d’arte è a portata di click online, gratuitamente. La passione per il collezionismo, un tempo fervida per edizioni rare e stampe d’epoca – come la preziosa seconda edizione di Pinocchio custodita dalla proprietaria – sembra svanita tra le nuove generazioni.
Negli ultimi anni i turisti sono aumentati notevolmente grazie alla neonata popolarità di Trieste, ma non è sufficiente a portare linfa vitale alla Rigatteria perché non è un turismo di pregio. I pochi che acquistano qualcosa si limitano a souvenir economici: magneti, foto a un euro proprio perché costano un euro, qualche romanzetto leggero, anche a causa delle restrizioni sui bagagli in aereo. Solo qualche volta scatta la scintilla per un quadro o un servizio da tavola, spingendoli a richiederne la spedizione. A sostenere il negozio restano i pochi clienti abituali: i triestini che attendono le offerte sui romanzi a metà prezzo e gli appassionati di stampe locali, che ciclicamente tornano a curiosare tra le novità. Rarissimi ormai gli interessati ai volumi di storia. Eppure, la vera perla della Rigatteria è proprio la sua ricchissima selezione di storia locale.
Con migliaia di volumi su Trieste, l’Istria e la Dalmazia, questa libreria rappresenta un vero gioiello culturale da conservare e tutelare, patrimonio identitario della città, eppure in forte crisi. «Una volta vendevamo tantissimi libri di storia, soprattutto locale, perché gli esuli istriani, fiumani e dalmati giunti a Trieste nel dopoguerra avevano nostalgia delle loro terre d’origine e quindi raccoglievano ogni traccia per serbarne la memoria. Ora però non c’è più questo atteggiamento, manca un ricambio generazionale», racconta ancora Laura di Pinto. A questa sezione appartengono alcuni tra i volumi più affascinanti della Rigatteria, dalle prime edizioni ingiallite ai manuali degli anni ’50 con illustrazioni sorprendentemente dettagliate. Completano l’offerta stampe e cartoline d’epoca con dediche sbiadite che raccontano una Trieste lontana.
Malgrado tutto questo, la Rigatteria mira ancora a intercettare nicchie di mercato – collezionisti, studiosi, o semplicemente curiosi in cerca di rarità – che il circuito editoriale tradizionale spesso non raggiunge. Il valore aggiunto non risiede solo nel volume in sé, ma nella sua storia e nella possibilità di una riscoperta casuale, in contrasto con le logiche algoritmiche delle piattaforme digitali. Rappresenta un antidoto alla superficialità e alla fretta, un invito a perdersi nel labirinto affascinante delle storie che hanno plasmato e continuano a plasmare questa città.
