Stranamore: una satira d’attualità

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di Stefano Crisafulli

 

Sarebbe bastato un generale qualsiasi, folle e paranoico, per scatenare una terza guerra mondiale: era questa la paura più grande negli anni ’60 del secolo breve. In piena guerra fredda si fronteggiavano due potenze nucleari, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, con i rispettivi blocchi di influenza, e le persone vivevano sotto la costante minaccia di una possibile guerra atomica totale, che avrebbe potuto cancellare l’umanità dalla faccia della terra. Il genio di Stanley Kubrick ha trasformato questa paura in un film satirico e corrosivo, che, allo stesso tempo, condannava la follia e l’insensatezza della guerra e metteva alla berlina i governanti e i militari, di entrambi gli schieramenti, per aver ideato un insano meccanismo di autodistruzione (rappresentato nel film dall’ordigno ‘fine del mondo’), facendo prevalere quella parte oscura dell’essere umano che Freud aveva denominato ‘istinto di morte’. Questo film, uscito nel 1964, si chiama Dr. Strangelove, or how I learned to stop worrying and love the bomb (in italiano Il Dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba) e di acqua ne è passata sotto i ponti: la Guerra Fredda è finita con il crollo del muro di Berlino e la minaccia nucleare si è fatta sempre più lontana. Salvo tornare in auge adesso, nel 2022, con la guerra tra Russia e Ucraina: per questo il Dr. Strangelove di Stanley Kubrick ancora oggi non ha perso la sua carica antimilitarista.

La storia comincia proprio con la paranoia anticomunista del generale Ripper (Sterling Hayden), a capo di una base aerea statunitense, che ordina ai suoi piloti, per mezzo di un codice cifrato, di iniziare un attacco nucleare contro l’Unione Sovietica, in modo da scatenarne la reazione e indurre il Presidente degli USA ad una rappresaglia definitiva. Cercano di fermare il folle piano un capitano della base, Lionel Mandrake, che tenta di far ragionare il generale, senza riuscirci, e il Presidente stesso, che convoca il consiglio di sicurezza al Pentagono e coinvolge anche i russi per neutralizzare gli aerei prima che accada l’irreparabile. Entrambi i personaggi (più il dottor Stranamore che apparirà solo alla fine) sono interpretati da un Peter Sellers al massimo del suo camaleontismo attoriale. Alcuni membri dello stato maggiore, come il generale Turgidson (George Scott), vorrebbero invece approfittare della situazione per dare il colpo di grazia ai sovietici, con una perdita di vite umane stimata in ‘soli 50 milioni di persone’ sul territorio americano, ma lo svelamento da parte dei russi dell’ordigno ‘fine del mondo’, che avrebbe ridotto la Terra ad un deserto radioattivo in caso di attacco e che non può essere disattivato convince ancor di più il Presidente dell’urgenza di far rientrare gli aerei. Alla fine Mandrake riuscirà a scoprire il codice cifrato (P.O.E., Purity Of Essence, che richiama la follia di Ripper sulla contaminazione dell’acqua piovana da parte dei russi, ma anche Peace On Earth) e tutti gli aerei torneranno alla base. Tutti, tranne uno: quello guidato dal maggiore ‘King’ Kong (Slim Pickens), che per sganciare la bomba dovrà cavalcarla in stile rodeo sino a destinazione.

Ma che tipo di film è Dr. Strangelove? Kubrick ha sempre esplorato i generi (l’horror di Shining, ad esempio), saggiandone il limite e, a volte, mescolandone più di uno, come in questo caso: Dr. Strangelove è un film sulla follia della guerra atomica più che un film di guerra in senso stretto ed è anche una ‘black comedy’ che vira verso la satira e il grottesco, mantenendo, però, una lucidità di analisi che fa dire a chi guarda: ‘Potrebbe veramente succedere’. Ed è anche un film eminentemente politico, nel senso che dicevamo all’inizio. E se si ride, è un ghigno amaro che deriva da personaggi allo stesso tempo caricaturali ma veri, perché esprimono le reali pulsioni di chi ha il potere delle armi nelle sue mani, come si evince dagli entusiasmi infantili del generale Turgidson o dalle idee folli del generale Ripper. A farci le spese, come al solito, sono le persone comuni, che diventano semplici pedine di un gioco di scacchi mortale, nel quale il massimo della razionalità è anche il massimo della follia.