UN CONVEGNO SU CIRIL ZLOBEC

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Poeta oltre i confini – Pesnik onkraj mejá / Nel centenario della nascita – Ob stoletnici rojstva (1925-2025)

di Antonio Della Rocca

Correva ancora l’anno 2023, quando come PEN Trieste (non eravamo ancora una APS) avevamo già deciso di “fare qualcosa” per ricordare un caro amico di molti di noi e di molti altri soci del PEN International, deceduto nel 2018: Ciril Zlobec.

Ciril è stato un personaggio con qualcosa di mitico in termini letterari e politici, inteso quest’ultimo termine nel senso della volontà di collaborazione ed amicizia tra il mondo italiano e quello sloveno, che hanno avuto in passato delle difficoltà relazionali ed in parte ancora ne hanno, purtroppo.

Ciril Zlobec

Nato a Ponikve nel 1925 – allora Paniqua, come l’aveva ribattezzata il catasto del Regno d’Italia dopo il terremoto confinario del 1918 – aveva poco più di 14 anni quando scoppiò la Seconda guerra mondiale.

Questo non gli impedì di partecipare attivamente alle attività di resistenza – e ne resterà traccia in un suo romanzo breve uscito negli anni Sessanta, intitolato Moška leta našega otroštva, Gli anni virili della nostra infanzia.

Lo cito, perché una prima idea era stata quella di sponsorizzarne in qualche modo la traduzione e pubblicazione in italiano, ma l’impresa si prospettò sin dall’inizio (troppo) complessa. Il progetto è però ancora sul tavolo…

La seconda idea che emerse fu quella di organizzare un simposio tra scrittori dei due paesi, in cui alcuni relatori qualificati dessero un quadro di quella che era stata la straordinaria relazione tra Ciril e la poesia italiana storica e contemporanea, ed anche dei suoi rapporti con diversi poeti, dei suoi tempi e non solo.

Ma chi era, e – quel che più importa – chi era destinato a diventare Ciril Zlobec?

Nonostante un inizio burrascoso (vedasi la sua espulsione dal Seminario per aver osato iniziare a scrivere un’opera poetica – ovviamente in sloveno – in cui si descriveva «la schiavitù del popolo sloveno nell’Italia fascista») Ciril fu irrimediabilmente attratto dalla poesia italiana, da Dante Alighieri (di cui tradusse la Vita Nova), Leopardi, Carducci, Montale, Ungaretti, Quasimodo (la cui traduzione Ciril gli consegnò il giorno dopo l’attribuzione del Nobel), ad altri di cui fu amico e sodale (Moravia, Sciascia, Malaparte, Tomasi di Lampedusa, Morandini ed altri).

Finita la guerra, e terminati gli studi, ebbe in Slovenia un’attività letteraria amplissima, dal giornalismo alla poesia, alla narrativa, alla saggistica ed alla traduzione, in particolare dall’Italiano.

Questo personaggio – che si è opposto al fascismo, ma ha saputo e voluto discernere le malefatte di un regime dallo spirito di un popolo la cui poesia lo ha più volte ispirato – è stato anche (e come avrebbe potuto non esserlo…) un politico sloveno, ai più alti livelli, sino ad essere membro della Presidenza della Repubblica nel 1991, quando la Slovenia divenne uno stato indipendente. Fu eletto al Parlamento per due mandati. Mi piace ricordare una sua frase: «Ho portato la cultura nella politica e non viceversa».

Ma, come ho avuto modo di dire in altre sedi, Ciril Zlobec è stato un “uomo di confine” nel più alto senso del termine. Ed è per questo che ad un certo punto abbiamo deciso di scegliere la modalità “Convegno transfrontaliero” per commemorare degnamente il nostro amico.

Uso il termine “amico” non solo per sottolineare la particolare relazione che univa Ciril all’Italia ed a Trieste, ma anche perché lo era di chi mi ha preceduto nella carica di Presidente del PEN Trieste, Juan Octavio Prenz e Claudio H. Martelli, che me lo hanno fatto conoscere. La nostra amicizia è stata limitata agli anni dal 2006 in poi, grazie alla comune frequente presenza agli incontri annuali di Bled del PEN Sloveno, fino al 24 agosto 2018, in cui Ciril ci ha lasciati. E altrettanta amicizia è intercorsa tra Ciril ed altre personalità triestine, come Claudio Magris ed Elvio Guagnini.

 

Ciril Zlobec Poeta oltre i confini
Pesnik onkraj mejá
Nel centenario della nascita
Ob stoletnici rojstva (1925-2025)
a cura di Antonio Della Rocca
e Miran Košuta
Hammerle editori, Trieste 2025
pp. 120, fuori commercio

Ed è così che quattro insigni relatori (essi pure amici di Ciril) hanno acconsentito a formulare i loro interventi su diversi aspetti della sua personalità e della sua opera, sotto il titolo Poeta oltre i confini – Pesnik onkraj mejá / Nel centenario della nascita – Ob stoletnici rojstva (1925-2025).

Questi i loro nomi e i titoli dei loro contributi:

Prof. dr. Boris A. Novak ‒ International Vice President del PEN International ‒ con il contributo Cirilu Zlobcu v spomin: elegija, hvalnica in zahvala (In memoria di Ciril Zlobec: elegia, cantico e ringraziamento);

Prof. dr. Martina Ožbot Currie ‒ ordinaria di Italianistica alla Facoltà di filosofia di Ljubljana ‒ con il contributo Ciril Zlobec in njegovi italijanski dopisovalci (Ciril Zlobec e i suoi corrispondenti italiani);

Prof. Roberto Dedenaro ‒ poeta triestino ‒ con il contributo Leggere Ciril Zlobec in italiano (Brati Cirila Zlobca v italijanščini);

Prof. Miran Košuta ‒ titolare della Cattedra di Lingua e Letteratura slovena presso il Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Trieste ‒ con il contributo Poesia dell’io. Logos e bios di Ciril Zlobec (Poezija jaza. Logos in bios Cirila Zlobca).

Il Convegno si è tenuto il 18.1.2025 ‒ con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste ‒ nelle due sedi di Palazzo Gopcevich a Trieste ed alla Biblioteca France Bevk a Nova Gorica. L’iniziativa ha avuto inoltre il patrocinio del PEN sloveno.

In una Europa in cui il sogno della comunità stava evolvendo verso quello più alto di una possibile unità che esaltasse il comune sentire senza rinunziare alla propria storia né alla propria lingua (o alle tante lingue che non dovrebbero dividere, ma far parte del patrimonio comune), una persona come Ciril Zlobec ha portato avanti scientemente un complesso di valori comuni, cercando di smussare gli angoli, a volte anche con l’ironia.

Non è casuale che tra i tanti riconoscimenti che ha avuto, la Repubblica Italiana lo abbia nominato nel 1983 Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica e nel 2005 Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia, una onorificenza destinata a personaggi – soprattutto esteri ‒ che abbiano bene meritato nel campo delle relazioni internazionali.

In chiusura, tengo a dire che sono stato e sono onorato dell’amicizia di Ciril, che mi ha sicuramente insegnato molto anche se i nostri incontri sono stati brevi.